Cronaca estera

Gaza, l’Infanzia Condannata – La Fame come Arma di Guerra

Dal 2 marzo gli aiuti umanitari sono bloccati. Cresce la mortalità infantile, si aggrava la crisi. Il silenzio del mondo alimenta la tragedia.

6 Aprile 2025

Sergio Angrisano

Un blocco totale, una crisi umanitaria annunciata.

Dal 2 marzo, nella Striscia di Gaza, non entra più alcun aiuto umanitario. I convogli di cibo, acqua, medicinali e beni di prima necessità sono fermi ai confini.  Dentro l’enclave palestinese, la popolazione sopravvive, o meglio, muore, tra le macerie.

Le organizzazioni umanitarie parlano di una crisi “fuori controllo”. I magazzini degli ospedali sono vuoti, i bambini senza cure, le famiglie senza pane.

A morire sono i bambini

Il dato più tragico arriva proprio dai reparti pediatrici, ormai ridotti a stanze spoglie e sovraffollate. I neonati muoiono per disidratazione, i bambini per infezioni curabili, i più grandi per ferite che non si possono più medicare.

Ogni giorno vediamo morire bambini che avremmo potuto salvare con una flebo. Da settimane ormai non abbiamo più latte in polvere, antibiotici, garze sterili. Curare un’infezione è diventato impossibile. Ogni giorno perdiamo bambini che, in condizioni normali, avremmo salvato con terapie basilari. È disumano. Tutto questo è documentato. Il mondo non può più voltarsi dall’altra parte.

dichiara il Dr. A. Suleiman, pediatra volontario per Medici per Gaza.

Un genocidio taciuto?

Le parole si fanno più forti tra gli attivisti e tra chi opera sul campo.

È in corso una pulizia etnica“, dicono alcuni. Siamo di fronte a una violazione sistematica dei diritti umani.

Usare la fame come arma di guerra significa colpire i più vulnerabili. E in questo caso, la vittima è l’intera popolazione infantile di Gaza.

Appello alla comunità internazionale

Le organizzazioni umanitarie, le ONG, le voci libere della stampa chiedono a gran voce l’apertura immediata dei corridoi umanitari e il rispetto del diritto internazionale. La fame non è mai una giustificazione. Mai.

L’infanzia a Gaza sta scomparendo. Non metaforicamente. Corpi che si assottigliano, voci che si spengono, volti che spariscono tra le macerie.

Questo non è un effetto collaterale: è un crimine.

FERMARE ADESSO questa tragedia è possibile!

 

 

Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore