Cronaca estera

Dazi USA ed Europa Industriale sotto Assedio – La Resa di Bruxelles, Debolezza Strategica e Sudditanza Geopolitica

8 Aprile 2025
Sergio Angrisano

Nel pieno di una fase di tensione commerciale globale, l’Europa sembra scegliere la strada più pericolosa, quella della resa preventiva. Mentre l’amministrazione Trump, intensifica le minacce di dazi punitivi e rilancia la retorica anti-europea, la Commissione Europea risponde con una proposta a dir poco disarmante: l’abolizione reciproca dei dazi sulle produzioni industriali.
A livello economico, la scelta appare miope. I settori industriali europei sono già fortemente penalizzati da costi energetici ben superiori a quelli statunitensi, aggravati dalla crisi post-bellica in Ucraina e dal disallineamento delle politiche energetiche tra i due blocchi. Di contro, le aziende americane beneficiano di sussidi pubblici massicci, grazie all’Inflation Reduction Act, che ha attirato investimenti anche europei oltreoceano. Aprire ulteriormente il mercato interno all’import senza una strategia di compensazione rischia di accelerare la deindustrializzazione europea, con effetti a catena sull’occupazione e sulla competitività del sistema produttivo.
Dal punto di vista tecnico-commerciale, il disequilibrio è evidente. L’Europa è già il mercato più aperto del mondo, mentre gli Stati Uniti applicano regole selettive, sussidi nazionali e una gestione dei dazi come leva strategica. L’eliminazione dei dazi, proposta dalla Commissione, non solo non riequilibrerebbe le relazioni, ma fornirebbe agli USA un ulteriore vantaggio competitivo, alimentando una concorrenza sleale di fatto legalizzata.
Sul piano politico, la scelta di Bruxelles tradisce un’incapacità strutturale dell’UE di agire come soggetto autonomo nella politica internazionale. Mentre si moltiplicano i proclami sull’autonomia strategica, sulla creazione di una difesa comune e sul rilancio industriale europeo, le decisioni operative sembrano contraddittorie. Von der Leyen si dichiara pronta a trasformare l’Europa in un arsenale militare al servizio della NATO, ma si mostra remissiva quando si tratta di difendere l’economia reale e i posti di lavoro dei cittadini europei.
Questa dinamica conferma un riflesso di sudditanza atlantica che, nonostante le crisi recenti, non accenna a indebolirsi. L’idea di una “solidarietà euroatlantica” sembra giustificare ogni concessione, anche a costo della sovranità industriale e della tenuta sociale dell’Unione.
L’Europa rischia così di trovarsi schiacciata in una guerra commerciale che non ha scelto, ma che sta subendo in silenzio. E mentre i governi nazionali rincorrono misure tampone, manca una visione condivisa, capace di affermare un modello alternativo, fondato sulla reciprocità, sulla protezione strategica delle filiere e sull’autonomia decisionale.
Perché la guerra – quella vera – non si combatte solo con le armi, ma anche con i dazi. E al momento, il fronte europeo appare disarmato.

I numeri della guerra commerciale USA-UE
1. Dazi imposti dagli USA (periodo 2018-2024):
Acciaio e alluminio europei: dazi del 25% e 10% (introdotti da Trump nel 2018, parzialmente sospesi nel 2022).
Prodotti agroalimentari europei (es. formaggi, vini, olio): dazi fino al 25%.
Settore automotive: minaccia di dazi del 25% su auto e componenti europei (non ancora applicati, ma costantemente evocati da Trump).

2. Esportazioni UE verso USA (2023):
Totale export UE → USA: circa 510 miliardi di euro
Settori principali colpiti da dazi e distorsioni di mercato:
Meccanica e componentistica industriale
Chimica e farmaceutica
Agroalimentare
Automotive

3. Competitività compromessa:
Costo medio dell’energia elettrica per le imprese (2023):
UE: 0,18 €/kWh
USA: 0,09 €/kWh
Sussidi pubblici USA (Inflation Reduction Act): circa 370 miliardi di dollari in incentivi green e industriali.

Le tappe della guerra commerciale transatlantica
Marzo 2018
Trump impone dazi su acciaio e alluminio contro l’UE per “motivi di sicurezza nazionale”.

Ottobre 2019
Gli Stati Uniti impongono dazi per 7,5 miliardi di dollari su prodotti europei (formaggi, vino, aerospazio) in risposta agli aiuti pubblici ad Airbus.

Giugno 2021
L’UE e gli USA sospendono i dazi legati alla disputa Airbus-Boeing per 5 anni, cercando un allentamento delle tensioni.

Agosto 2022
Gli USA approvano l’Inflation Reduction Act, che prevede incentivi a industrie americane e minaccia la competitività europea.

Novembre 2023
Trump rilancia in campagna elettorale i toni protezionisti e torna a minacciare dazi su auto europee e prodotti high-tech.

Marzo 2025
La Commissione Europea propone la rimozione reciproca dei dazi sulle produzioni industriali, nonostante la pressione commerciale unilaterale americana.
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Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore