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Un documento ritrovato : L’opera di Francesco De Mura per la chiesa dei Santi Marcellino e Efesto

Antonio Russo

Napoli,11 aprile 2025 –  Un quadro di straordinaria bellezza, firmato dal celebre pittore Francesco De Mura, arricchisce un altare  della chiesa dei Santi Marcellino e Efesto a Napoli . A distanza di oltre due secoli, riemerge una testimonianza preziosa della committenza e del pagamento dell’opera, che illumina uno dei periodi più fecondi della pittura napoletana settecentesca.

Il documento, datato 11 settembre 1759, conservato presso l’Archivio Storico del Banco di Napoli (Banco del Salvatore, g.m. 1427, p. 89), registra il pagamento di 500 ducati da parte di donna Luisa Tuttavilla, badessa del monastero, a don Francesco di Muro. Quest’ultimo aveva già ricevuto 250 ducati – 50 tramite un’altra polizza e 200 in contanti – e l’atto ufficializza la completa soddisfazione economica per l’opera pittorica realizzata da De Mura.

Il dipinto, già consegnato e collocato sull’altare, raffigura San Benedetto Abate in adorazione della Vergine Maria con il Bambino Gesù, circondati da una gloria di angeli e serafini. L’opera, si legge nel documento, “è riuscita di tutta soddisfazione del Monastero”, segno del pieno compimento del patto artistico e spirituale tra committenza e pittore.

Francesco De Mura (1696–1782), tra i massimi esponenti del Rococò italiano e figura centrale della scuola napoletana, fu allievo di Francesco Solimena e interprete sensibile delle nuove tendenze artistiche del Settecento. La sua opera si distingue per una tavolozza luminosa, un senso raffinato della composizione e una devozione pittorica che si riflette anche nei suoi lavori ecclesiastici, come dimostrano gli affreschi della Nunziatella, e le pale d’altare conservate nelle chiese di Napoli e delle opere dei Palazzi Reali di Napoli e di Torino .

L’opera per la cappella di San Benedetto si inserisce nel pieno della sua maturità artistica, testimoniando non solo la sua maestria pittorica, ma anche i rapporti profondi che legavano gli artisti ai centri religiosi e alla committenza aristocratica partenopea.

La trascrizione del documento, conservato nell’Archivio Storico Fondazione Banco di Napoli, è stato pubblicato nella Raccolta Notizie per la Storia, arte, architettura di Napoli e dintorni dell’ex colonna portante della Federico II di Napoli Aldo Pinto. È disponibile online su Fedoa (archivio digitale della Federico II di Napoli).

La ricopiatura del pagamento parla chiaro:

Al Mon.ro de SS. Marcellino, e Festo d.ti duecento cinquanta per D.a Luisa Tuttavilla Abb.a à D. Fran.co di Muro à comp.to di d. 500 che l’altri d. 250 l’hà ric.ti cioè d. 50 con altra loro polisa per il med.o n.ro B.o sotto li 11 sett.e 1759; e d. 200 in con.ti, e tutti sono per intiera sodisfazione del prezzo convenuto con esso Mon.ro del nuovo quadro fatto, e di già consegnato per l’altare della Capp.a di S. Bened.o rappresentante d.o S. Abbate, la Verg.e SS.ma col S. Bambino accomp.ti con Gloria d’Angeli, e serafini; qual quadro è riuscito di tutta sodisfazione del Mon.ro pred.o; per ciò ne fa d.o pagam.to restando d.o Muro saldato, e sodisfatto senz’altro pretendere dichiarandosi ancora che d.o Sig.r Muro n’hà consegnato di esso quadro al Mon.ro la copia E per esso à d.o Buonanno per alt.i in p.a à 9 cor.te d. 250”.

Una curiosità archivistica è il cognome scritto di Muro al posto di De Mura. un errore del cassiere, figura che si occupava di scrivere la transazione. Alle volte succedeva che l’impiegato non capisse il cognome, quindi commetteva errori.

La chiesa dei Santi Marcellino e Festo, situata nel cuore del centro storico di Napoli, è oggi parte integrante del patrimonio artistico dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Ritrovamenti documentari come questo non solo restituiscono valore alle opere d’arte, ma contribuiscono a ricostruire i percorsi storici e culturali che hanno formato l’identità artistica della città.

 

Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore