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Carta di Napoli: un nuovo orizzonte per il giornalismo etico contro l’ageismo

Antonio Russo

NAPOLI, 16 aprile 2025 – È stata presentata il 29 gennaio scorso  e firmata nel capoluogo campano la Carta di Napoli, il primo protocollo deontologico in Italia dedicato alla lotta contro l’ageismo – la discriminazione basata sull’età – e alla promozione di una rappresentazione rispettosa e veritiera delle persone anziane nel mondo dell’informazione. Un’iniziativa congiunta dell’Ordine dei Giornalisti della Campania (ODG – Campania)  e dell’associazione 50&Più Confcommercio, che segna un punto di svolta nel panorama del giornalismo italiano. Protocollo cruciale in questi mesi per tutti i giornalisti attivi in questo periodo.

La Carta di Napoli nasce dalla consapevolezza che il linguaggio utilizzato dai media contribuisce a modellare l’immaginario collettivo e, troppo spesso, veicola stereotipi riduttivi nei confronti della terza età. Termini come “nonno” o “vecchietto”, usati in contesti che nulla hanno a che fare con la relazione familiare o con affettuosità reale, rischiano di banalizzare la complessità e la ricchezza dell’esperienza delle persone anziane.

Il documento richiama dunque tutti i professionisti dell’informazione a un uso consapevole e rispettoso delle parole, evitando sensazionalismi, pietismo o infantilizzazione. Un giornalismo responsabile – si legge nel testo – è un giornalismo che non riduce l’identità di una persona alla sua età.

Tra i principi fondamentali contenuti nella Carta di Napoli:

  • favorire una narrazione inclusiva nei contenuti e nel linguaggio.
  • non usare l’età per enfatizzare la notizia, rischiando di generare sensazionalismo o toni pateralistici. Indicare il nome del soggetto e non etichettarlo solo in base all’età non creare un’immagine eccessivamente giovanilistica dell’anziano che potrebbe avere.
  • come conseguenza la ridicolizzazione dell’individuo/a.
  • utilizzare un linguaggio che eviti stereotipi legati all’età per non alimentare il conflitto
  • favorire circostanze in cui gli anziani parlino direttamente di fatti e/o temi che li riguardano non usare l’uso di suffissi, diminutivi, superlativi e vezzeggiativi in riferimento a persone con età avanzata evitando di suscitare nel lettore sentimenti di compassione o pietismo.
  • evitare immagini che perpetuino stereotipi e/o ledano la dignità della persona anziana.

In un Paese come l’Italia, dove oltre il 23% della popolazione ha più di 65 anni, questo documento  deontologico rappresenta non solo un atto simbolico, ma una necessità sociale e culturale. Carlo Sangalli, presidente nazionale di 50&Più, ha sottolineato questo aspetto importante.

L’Ordine dei Giornalisti della Campania, guidato da Ottavio Lucarelli, si è fatto promotore dell’iniziativa, firmando la Carta di Napoli.

La Carta di Napoli si affianca ad altri importanti documenti deontologici del giornalismo italiano, come la Carta di Treviso per i minori e la Carta di Roma per i migranti, contribuendo a costruire un’informazione sempre più attenta ai diritti, all’umanità e alla pluralità delle voci. Non si tratta solo di parole: si tratta di dignità, rappresentazione e giustizia. Testimonianza del fatto dei cambiamenti in atto dell’informazione in corso.

 

 

 

Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore