La Confederazione Meridionalisti Identitari sull’allarme infanzia digitale: “Il Sud come avamposto di resistenza pedagogica”
COMUNICATO UFFICIALE
29 Aprile 2025
La Confederazione Meridionalisti Identitari (CMI) accoglie con convinzione e senso di responsabilità l’appello lanciato da cinque prestigiose società scientifiche francesi per vietare l’uso degli schermi digitali ai bambini di età inferiore ai sei anni. Le evidenze scientifiche ormai inconfutabili sui danni cognitivi, psicologici, relazionali e neurofisiologici provocati dall’esposizione precoce agli schermi impongono una riflessione seria e un’inversione culturale netta.
Secondo CMI, il problema non è solo sanitario o pedagogico: è una questione antropologica e identitaria. L’abuso tecnologico nell’infanzia rappresenta un’ulteriore forma di colonizzazione culturale, che impone al Sud modelli educativi estranei al proprio patrimonio di umanità, oralità, comunità e relazione.
“La nostra civiltà meridionale – afferma Sergio Angrisano Coordinatore Nazionale CMI – ha educato generazioni intere attraverso lo sguardo, il contatto, la parola e il gioco condiviso. Imbavagliare lo sviluppo infantile dietro uno schermo significa amputare la memoria sociale e interrompere il filo della trasmissione culturale.”
CMI propone una “resistenza pedagogica meridionale” fondata su:
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il recupero del tempo lento e relazionale dell’infanzia;
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la centralità delle relazioni intergenerazionali e del racconto orale;
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la valorizzazione del gioco non strutturato e dell’esperienza sensoriale diretta con il mondo reale.
Il Sud può e deve diventare un modello educativo alternativo, un avamposto di difesa dell’umano contro la spersonalizzazione digitale.
La Confederazione invita infine famiglie, scuole e amministratori meridionali ad avviare un processo collettivo di consapevolezza e tutela, per proteggere ciò che di più prezioso abbiamo: l’infanzia come tempo sacro e irripetibile dell’essere umano.
Confederazione Meridionalisti Identitari
Ufficio Comunicazione
