Gaza nel Caos – Spari sugli Aiuti, Bambini Uccisi e Accuse di Genocidio
Crisi umanitaria senza precedenti nella Striscia: spari dell’Idf durante la distribuzione degli aiuti, 50.000 bambini colpiti dal conflitto, appelli internazionali per sanzioni contro Israele.
29 Maggio 2025
Sergio Angrisano
Una crisi annunciata: fame, spari e disperazione
La crisi umanitaria a Gaza raggiunge livelli drammatici. Il 28 maggio, l’Ufficio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha confermato che almeno 47 persone sono state ferite – in gran parte da colpi d’arma da fuoco sparati dall’IDF – durante una disperata corsa agli aiuti alimentari. Migliaia di palestinesi, affamati e privati dei beni essenziali da mesi di embargo, si sono accalcati nei pressi di un centro di distribuzione, scatenando il caos.
Il fallimento del meccanismo israelo-americano
Il primo tentativo congiunto di gestione degli aiuti da parte di Israele e Stati Uniti si è rivelato un completo fallimento. Il centro è stato assaltato da una folla disperata, mentre le truppe israeliane aprivano il fuoco, costringendo il personale americano a fuggire. L’episodio ha evidenziato la mancanza di neutralità nella gestione degli aiuti, con l’esercito israeliano accusato di voler imporre “umiliazioni di massa” ai palestinesi. Il direttore esecutivo della Gaza Humanitarian Foundation si è dimesso, dichiarando che non era possibile rispettare i principi umanitari di indipendenza e neutralità.
Saccheggi e colpi di arma da fuoco: l’assalto al magazzino Onu
Nelle stesse ore, un magazzino del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite a Deir el-Balah è stato preso d’assalto. Migliaia di persone hanno saccheggiato le scorte mentre intorno risuonavano spari, segno di un ordine pubblico ormai collassato. Il Pam ha parlato di una “orda di affamati” che ha sfondato i cancelli.
I numeri della strage: 50.000 bambini uccisi o feriti
Secondo l’Unicef, da ottobre 2023 oltre 50.000 bambini sono stati uccisi o feriti nella Striscia. Solo dal 18 marzo 2025 – data della fine dell’ultimo cessate il fuoco – si contano 1.309 bambini uccisi e 3.738 feriti. L’organizzazione chiede urgentemente la fine delle violenze, il rispetto del diritto internazionale umanitario e il rilascio degli ostaggi.
Il Papa: “Fermate il fuoco, liberate gli ostaggi”
Papa Leone XIV ha usato parole durissime all’udienza generale:
“Il pianto dei genitori che stringono i corpi senza vita dei loro figli si leva al cielo. Basta bombardamenti, basta fame. Che siano liberati gli ostaggi e rispettato il diritto umanitario”.
Il Pontefice ha concluso affidandosi a Maria Regina della Pace, invocando la fine dell’orrore.
Giuristi britannici: “Fermate il genocidio”
828 tra giuristi, legali ed ex giudici della Corte Suprema del Regno Unito hanno scritto al premier Keir Starmer, denunciando le operazioni israeliane come parte di un genocidio in atto. La lettera chiede sanzioni, restrizioni e la fine immediata della cooperazione militare e commerciale con Israele, accusato di violare sistematicamente il diritto internazionale.
Chi gestisce davvero gli aiuti?
La gestione degli aiuti da parte di Israele è sempre più contestata. Le Nazioni Unite – inascoltate – denunciano il blocco quasi totale degli aiuti da parte di Tel Aviv, che accusa Hamas di appropriarsi delle scorte, una narrazione smentita dallo stesso segretario generale dell’ONU Antonio Guterres, ora dichiarato “persona non grata” da Israele.
Verso una tregua?
Una nota di speranza arriva da Steve Witkoff, inviato presidenziale USA, che ha dichiarato:
“Ho buone sensazioni, siamo vicini a un nuovo accordo preliminare”.
Ma le immagini che arrivano da Gaza, tra fame, disperazione, pianti e sangue, parlano di un’umanità abbandonata.
Le proteste arrivano a Montecitorio
A Roma cresce la protesta degli attivisti che hanno occupato pacificamente la piazza di fronte a Montecitorio con una grande bandiera della Palestina. Chiedono che l’Italia cessi ogni forma di sostegno al governo israeliano, in nome dei diritti umani e della dignità.

