Il Medio Oriente in fiamme – Israele attacca e l’Iran risponde
Attacchi incrociati, dichiarazioni incendiarie e rischio nucleare: Teheran minaccia il lancio di 2.000 razzi. Israele colpisce l’aeroporto di Teheran. Putin si schiera con l’Iran mentre Trump apre a una mediazione.
15 Giugno 2025
La guerra tra Iran e Israele non è più una minaccia astratta ma un dato di fatto: dopo giorni di tensione crescente, le due potenze si affrontano apertamente con attacchi missilistici reciproci che hanno colpito obiettivi strategici e provocato morti tra i civili.
L’episodio più clamoroso è stato il bombardamento israeliano dell’aeroporto di Teheran, mentre da parte iraniana sono partiti oltre 200 missili, alcuni dei quali hanno bucato il sofisticato sistema di difesa Iron Dome, causando la morte di almeno tre persone e decine di feriti. Il rappresentante dell’Iran all’ONU ha definito l’attacco israeliano una dichiarazione di guerra e ha accusato gli Stati Uniti di complicità, affermando “non dimenticheremo che il nostro popolo ha perso la vita a causa di armi americane”.
La risposta del premier israeliano Netanyahu non si è fatta attendere: “L’Iran pagherà un prezzo altissimo per l’assassinio deliberato di civili, donne e bambini“, ha dichiarato, annunciando che i piloti israeliani sono nei cieli sopra l’Iran.
In questo scenario esplosivo, la diplomazia internazionale si muove tra tentativi di mediazione e dichiarazioni di parte.

Il presidente russo Vladimir Putin ha preso posizione netta in favore dell’Iran, promettendo sostegno e aiuti come membro della SCO e dei BRICS e ha avvertito Netanyahu che sta perdendo il controllo.
Il dialogo telefonico tra Putin e Trump, durato 50 minuti, ha rivelato preoccupazione per l’evoluzione della crisi, ma anche un’apertura verso il ritorno ai negoziati sul nucleare iraniano.
Decine di missili continuano a colpire Israele, le sirene suonano a Gerusalemme, nel Golan e in Cisgiordania e l’esercito IDF ordina ai cittadini di rifugiarsi. La tensione è alle stelle anche perché Israele, non riuscendo a ottenere risultati strategici a Gaza, ora punta alle raffinerie iraniane, colpendo il cuore economico di Teheran. Dall’altra parte, l’Iran minaccia un’escalation: “Se Israele non torna in sé, i prossimi missili saranno 2.000″.
Il Senato del Pakistan ha approvato una risoluzione di pieno sostegno all’Iran, condannando Israele per crimini contro l’Ummah musulmana.
Erdogan ha chiamato Trump chiedendo un’azione urgente per fermare la spirale di violenza, mentre l’Unione Europea si prepara a un vertice straordinario.
La situazione è incandescente, qualsiasi nuovo attacco potrebbe trasformare lo scontro in un conflitto regionale con conseguenze imprevedibili. Il rischio che la partita si allarghi e coinvolga anche il dossier nucleare resta sullo sfondo, come un’ombra che acquisisce sempre più concretezza.

