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Export campano e Intelligenza Artificiale – La Campania punta al salto di qualità

Dalla Conferenza “Il Made in Italy campano nel mondo: opportunità e criticità del sistema pubblico per l’export e l’internazionalizzazione” emergono numeri in crescita, ma anche criticità strutturali. Deputati, consiglieri e imprenditori concordano: serve una rete per le PMI e strumenti innovativi per vincere sui mercati esteri.

16 Giugno 2025

Sergio Angrisano

Si è tenuta presso la Sala Multimediale del Consiglio Regionale della Campania la Conferenza “Il Made in Italy campano nel mondo: opportunità e criticità del sistema pubblico per l’export e l’internazionalizzazione” promossa da Confimi Industria Campania. L’incontro ha acceso i riflettori sul potenziale economico del tessuto produttivo campano, soprattutto in relazione alle esportazioni e alle nuove frontiere dell’innovazione, con un focus strategico sull’intelligenza artificiale.

Secondo i dati emersi, la Campania si conferma la prima regione del Sud Italia per esportazioni, con un volume che oscilla tra i 21 e i 22 miliardi di euro. Ma nonostante questi numeri, il quadro resta complesso e frammentato, in particolare per le piccole e micro-imprese.

Il Presidente di Confimi Industria Campania Luigi Carfora ha fornito un’analisi dettagliata del tessuto imprenditoriale campano: “Su 500mila imprese registrate, oltre la metà non ha dipendenti. Solo pochissime superano i 250 lavoratori e si tratta di realtà come Stellantis e Novartis. Dei 21 miliardi esportati, solo 15 sono realmente Made in Italy. Novartis, ad esempio, esporta dalla Svizzera, dove rifattura. Gli strumenti pubblici come ICE e SINEST sono superati. Noi puntiamo all’AI per snellire la burocrazia e favorire l’accesso ai mercati. La misura 5.0 e il credito d’imposta sono un’opportunità concreta per supportare l’innovazione delle PMI”.

Il Deputato Marco Cerreto, capogruppo di Fratelli d’Italia e membro delle commissioni Agricoltura e Sicurezza sul lavoro, ha evidenziato: “Nonostante alcune difficoltà, il secondo semestre del 2024 mostra una regione stabile. Ma per fare un salto di qualità servono asset strategici. L’intelligenza artificiale, se ben governata, può diventare un volano per rendere la Campania un vero player dell’internazionalizzazione, superando i ritardi storici che la penalizzano”.

Sulla stessa linea il Consigliere Regionale Alfonso Piscitelli, che ha sottolineato come la Regione debba fare di più: “Le esportazioni ammontano a 22 miliardi, ma è ancora poco. Abbiamo un mercato competitivo, ma le PMI da sole non possono affrontare i mercati globali. Serve una piattaforma che le metta in rete, sostenuta da Regione e Stato. L’AI potrebbe analizzare per settori e dipartimenti, supportando in modo concreto tutte le filiere produttive”.

Un focus importante è stato dedicato all’agroalimentare. Alessandro Tatone, Presidente Nazionale di Confimi Alimentare, ha ricordato: “Il nostro settore vale 6 miliardi solo in Campania, ma le sfide sono enormi. Le aziende sono piccole e faticano ad affrontare da sole mercati internazionali, fiere, costi di marketing e accesso alla GDO. L’intelligenza artificiale può diventare un alleato per abbattere barriere, analizzare strategie e ridurre i costi di internazionalizzazione”.

Dalla Conferenza è emersa un’idea chiara: senza sinergia tra imprese, istituzioni, associazioni e mondo dell’informazione, le potenzialità restano inespresse. L’innovazione tecnologica può fare da acceleratore, ma serve una visione condivisa per trasformare i numeri in una vera strategia di sviluppo strutturale e sostenibile per il Sud Italia.

Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore