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Napoli Pride 2025 – Festa, Lotta e Tensioni. La Metropolitana Chiusa Accende la Protesta

Oltre 200 mila persone sfilano per i diritti LGBTQIA+ tra colori, musica e richieste di pace. Sul palco la voce emozionata di Gaia, mentre ANM chiude la stazione di Piazza Dante, generando disagi e polemiche.

6 Luglio 2025

Sergio Angrisano 

Sono state decine di migliaia le persone che hanno preso parte, a partire dal tardo pomeriggio di sabato 5 luglio, al Napoli Pride 2025.

Secondo Antonello Sannino, presidente di Antinoo Arcigay Napoli, le presenze avrebbero superato le 200 mila unità. Secondo i dati della Prefettura, i partecipanti sarebbero stati tra gli 80 mila e i 100 mila.

“Le strade di Napoli si sono riempite di gente e di felicità per un’edizione straordinaria del Napoli Pride. Come sempre, il Pride ha trionfato, superando ogni polemica e tentativo di strumentalizzazione”, ha dichiarato Sannino in una nota ufficiale, sottolineando anche la presenza di numerosi stranieri.

Ad aprire il corteo, partito da piazza Municipio e diretto verso piazza Dante, è stato il simbolico trenino bianco delle famiglie arcobaleno. Dalle 21, in piazza Dante, si è svolto lo star show, con la partecipazione di diversi artisti e della madrina dell’evento, la cantante Gaia.

Non sono mancate, però, le polemiche legate alla gestione logistica dell’evento. ANM Napoli ha infatti deciso di chiudere la stazione metropolitana di Piazza Dante proprio nel giorno del Pride, creando un serio disservizio e impedendo a molti di poter raggiungere facilmente il cuore della manifestazione. Una scelta che ha sollevato critiche da parte degli organizzatori e dei partecipanti, giudicata da alcuni come una mancanza di sensibilità istituzionale verso una delle più grandi mobilitazioni civili dell’anno.

Il Pride 2025 è stato molto più di un semplice evento festoso, si è trasformato in un momento di forte valenza politica e sociale. Numerosi striscioni e slogan pro Palestina hanno caratterizzato il corteo, accendendo il dibattito interno alla comunità LGBTQIA+ e sollevando reazioni contrapposte. Sul palco sono intervenuti, tra gli altri, esponenti della CGIL e l’attivista Atn, che ha tuonato: “Le mie mani non sono sporche di sangue!”, prendendo posizione contro le accuse rivolte ad alcune sigle e personalità ritenute ambigue sul tema del conflitto israelo-palestinese.

Protagonista assoluta è stata Gaia, che non ha solo emozionato con la sua performance artistica, ma ha preso parte al corteo affiancata da attiviste trans, sventolando una bandiera della Palestina. Un gesto forte, che ha sintetizzato il messaggio politico dell’intera manifestazione. In lacrime, sul palco, ha confessato:

“Dopo tutto quello che è successo nell’ultimo periodo ho pensato e ripensato alla mia partecipazione a questo Pride. Ho perso notti di sonno. Ho passato notti tormentate. E sono arrivata alla conclusione che oggi ci dovevo essere”.

Nel suo discorso, la cantante ha ricordato chi nel mondo soffre sotto le bombe:

“Oltre i confini di questa magica città che è Napoli, nella nostra comunità ci sono esseri umani che muoiono sotto le bombe, nella paura, nella fame. Non sono solo ‘civili’: sono esseri umani. Ogni bomba che cade sul mondo cade sulla nostra coscienza”.

Presente anche l’assessora comunale Emanuela Ferrante, che ha sottolineato il significato dello slogan dell’edizione, “Il corpo non è mai reato”: “Dobbiamo difendere la libertà di essere se stessi. L’Italia non potrà mai dirsi un Paese civile finché i diritti civili fondamentali non saranno riconosciuti a tutti”.

A ribadire il valore simbolico della manifestazione, anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, alla vigilia del Pride:

“Napoli è una città che storicamente è sempre stata aperta ai diritti. La diversità è un grande valore. Il Pride qui ha un sapore speciale, quello della partecipazione popolare”.

Tra i presenti anche l’ex presidente della Camera Roberto Fico e l’ex sindaco di Napoli Antonio Bassolino. Assente, per impegni istituzionali, il governatore della Campania Vincenzo De Luca, rappresentato dall’assessora Lucia Fortini.

Il Napoli Pride 2025 si è così confermato come uno degli eventi più partecipati e controversi dell’estate, segnato da una forte affluenza, ma anche da profonde fratture interne, che però non hanno scalfito lo spirito di chi, tra musica, bandiere arcobaleno e lotta politica, ha scelto di esserci.



Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore