Intervista esclusiva a Micol Caramello, Presidente di Federagit
Ricorsi, dubbi e richieste: il punto di Federagit sul nuovo esame nazionale
15 Luglio 2025
Antonio Russo
Dopo oltre dieci anni di attese, rinvii e incertezze normative, il nuovo bando per l’abilitazione alla professione di guida turistica ha finalmente visto la luce. Un passo importante per un settore che chiede da tempo regole chiare, riconoscimento professionale e tutela contro l’abusivismo. Tuttavia, il percorso non è privo di ostacoli: i ricorsi al TAR presentati da alcune associazioni hanno creato problemi all’iter, generando confusione tra i circa 30mila candidati e mettendo in discussione alcuni aspetti del bando stesso. Nnmagazine.net ne ha parlato con Micol Caramello, Presidente di Federagit Confesercenti, una delle principali organizzazioni rappresentative del settore, da anni impegnata nella difesa e nella valorizzazione del ruolo delle guide turistiche.
Cosa migliorare del bando – un incoraggiamento ai candidati?
“Il bando rappresenta un passo fondamentale, atteso da oltre un decennio. Finalmente, la figura della guida turistica viene riconosciuta come professionista qualificato, con regole chiare e standard omogenei a livello nazionale. Come Federagit Confesercenti, avremmo preferito che – pur mantenendo regole comuni – le prove fossero suddivise per aree territoriali specifiche, piuttosto che riguardare l’intero territorio nazionale, e che venisse richiesto un livello di conoscenza linguistica superiore al B2. Ai candidati mi sento di dire di affrontare questo percorso con determinazione e coraggio. La mole di conoscenze richieste è ampia e, purtroppo, non esistono testi di riferimento ufficiali. Per questo motivo, avranno tutto il nostro supporto: ci rendiamo fin da subito disponibili ad affiancarli, anche nella fase successiva di inserimento concreto nel lavoro sul territorio”.
Qual è il suo punto di vista riguardo il ricorso al TAR che stanno bloccando il bando di abilitazione per le guide turistiche 2025?
“I ricorsi al TAR rischiano di rallentare un processo che il settore attende da oltre dieci anni. Comprendiamo le motivazioni di chi solleva delle criticità, ma crediamo che un blocco prolungato penalizzi soprattutto i professionisti e i candidati che da anni aspettano regole chiare. L’auspicio è che si possa presto trovare un punto di equilibrio, così da far partire il bando nel rispetto della normativa, garantendo trasparenza e tutelando gli interessi di tutti”.
Cosa ne pensa delle critiche e delle richieste di modifica avanzate dalle altre associazioni che hanno presentato ricorso al TAR?
“Le critiche sollevate mettono in luce alcune fragilità interpretative del bando che meritano attenzione. Tuttavia, oggi la priorità è fare sistema: associazioni e istituzioni devono lavorare insieme per migliorare la normativa, senza rallentare ulteriormente un percorso che il settore attende da troppo tempo. Da sempre, come Federagit, sosteniamo l’importanza della guida territoriale, strettamente legata alla conoscenza del proprio contesto. È evidente che un esame nazionale possa risultare complesso e, in parte, poco aderente alla realtà di un professionista che opera localmente. Ciononostante, siamo disponibili al dialogo, a patto che l’obiettivo resti quello di definire regole chiare e tutele concrete per una professione che, finora, ha vissuto in un vero e proprio Far West normativo”.
Quali miglioramenti concreti Federagit proporrebbe al Ministero del Turismo per rendere il bando più efficace e condiviso?
“Come Federagit Confesercenti, riteniamo che ci siano diversi aspetti su cui intervenire per migliorare il bando. In primo luogo, serve maggiore chiarezza sui contenuti delle prove e sulle modalità di valutazione, che oggi risultano troppo generiche e lasciano spazio a interpretazioni. Chiediamo anche controlli più efficaci sull’abilitazione e sull’effettivo esercizio della professione, per contrastare realmente l’abusivismo. È necessario prevedere percorsi di formazione continua obbligatori, ben strutturati e riconosciuti, affinché rappresentino un reale aggiornamento per i professionisti. Un altro nodo fondamentale è il coordinamento con le Regioni: l’applicazione delle norme deve essere uniforme su tutto il territorio nazionale.Infine, ribadiamo l’importanza di un principio per noi essenziale: l’abilitazione deve essere legata al territorio in cui la guida opera. È qui che si gioca la qualità del servizio. Occorre trovare un equilibrio tra un impianto nazionale e il valore delle competenze locali”.
Crede che una maggiore chiarezza normativa e trasparenza possano aiutare a evitare futuri contenziosi?
“Certamente. Più il quadro normativo è chiaro, preciso e trasparente, meno spazio c’è per interpretazioni ambigue e, quindi, per eventuali ricorsi. Serve un bando scritto in modo rigoroso, che offra ai candidati e ai professionisti un riferimento certo, così da evitare fraintendimenti e contenziosi che finirebbero per danneggiare l’intero settore”.
Quali punti dovrebbero essere migliorati nel bando e nella formazione per l’iscrizione all’elenco?
“Oltre alla necessaria chiarezza sui contenuti delle prove, occorre lavorare su un modello di formazione continua qualificante, che non sia solo un obbligo formale, ma un’opportunità reale di crescita professionale. Andrebbe anche previsto un aggiornamento periodico per il mantenimento dell’abilitazione, possibilmente sostenuto da fondi pubblici e non esclusivamente a carico delle guide.Infine, riteniamo indispensabile che ogni professionista sia coperto da una polizza di responsabilità civile, a tutela sia delle guide sia dei turisti, soprattutto in un contesto in cui sempre più viaggiatori si affidano a canali diretti e non passano per agenzie”.
Cosa sente di dire ai candidati del bando di guida turistica che stanno affrontando problemi legati ai ricorsi e alle prove?
“Comprendo bene la vostra preoccupazione e la frustrazione per i ritardi e le incertezze causate dai ricorsi. Mi sento però di incoraggiarvi a non arrendervi: questo è un momento delicato ma anche storico, in cui si sta finalmente riconoscendo il valore della nostra professione e la necessità di una regolamentazione seria e condivisa. Il vostro impegno oggi contribuirà a costruire un futuro migliore per l’intera categoria e a garantire un turismo culturale di qualità, capace di tutelare i visitatori e valorizzare il patrimonio italiano”.
