Il PD in soccorso delle aree interne
20 Luglio 2025
Canio Trione
Nei giorni scorsi il PD, grazie all’interessamento dell’onorevole Stefanazzi, ha indetto un incontro in presenza e da remoto sul tema delle aree interne in via di spopolamento. L’assist è stato dato dal Governo che in un documento di cui abbiamo parlato diffusamente da queste colonne ha ipotizzato e proposto il definitivo abbandono al loro infausto destino le aree incapaci di generare sviluppo.
Lo sdegno è stato unanime come unanime è stato l’auspicio di risolvere la questione presto e bene. Non hanno partecipato al dibattito i dirigenti del partito evidentemente occupati da questioni più urgenti o importanti del destino di una dozzina e più di milioni di italiani.
Ma non è emerso null’altro; c’è chi ha suggerito una regola particolarmente interessante che recita così: ad aree diverse devono corrispondere regole e cioè leggi diverse. Non si sa però cosa si invochi con questa formula: un medico ogni dieci o cento abitanti in queste aree? O una scuola anche per dieci bambini? Cioè auspica più soldi per aiutare questi cittadini che non generano sviluppo? Oppure una legislazione fiscale speciale che possa a sua volta generare reddito e sviluppo? Sono due filosofie opposte e quindi andava chiarito ma nessuno ha neanche posta la domanda.
Anche la suggestione di assegnare agli abitanti che vivono nelle aree interessate dagli aerogeneratori cinque centesimi per chilovattore -che pure si avvicina molto a una proposta concreta e praticabile- appare un po’ utopistica: a che titolo erogarla? Chi paga? Le multinazionali dell’energia green o il contribuente, o il consumatore di energia, o l’Europa? È un bonus una tantum rinnovabile oppure si riconosce che il vento che spira in un paese non può essere utilizzato e sfruttato da Nordici e stranieri per sempre.
Questa storia di considerare il bilancio pubblico una specie di pozzo senza fondo o una cosa che essendo di tutti è la loro (dei politici) che ne fanno quello che ritengono è una vera pazzia!!!
Per il resto auspici molto sentiti, idealismi vari ma nulla meritevole di menzione.
Un nostro giovane redattore piuttosto impertinente mi ha chiesto come mai un disastro di questa portata non sia stato previsto? Quando siamo entrati in Europa e nell’ Euro nessuno prevedeva che anziché portare salvezza a questi territori se ne sarebbe accelerata la defunzione? I politici del PD dov’erano fino a ieri? Hanno atteso questo svarione della Destra per accorgersene? Nessuno sa che senza un sistema bancario meridionale con regole diverse da quelle nazionali e internazionali non si va da nessuna parte… e del banco di Napoli o di Bari nessuno se ne ricorda?
Insomma una occasione persa se non elusiva a dimostrazione, qualora ve ne fosse bisogno, dell’abisso culturale che separa politica e realtà. Abisso che è la vera causa non solo in Italia del disastro che colpisce certamente le aree interne ma anche le periferie delle città più ricche.
Si deve rispondere ad una domanda semplicissima: hanno loro che fanno i politici una idea di sviluppo specifica e quindi non solo includente ma specifica per le aree interne e le periferie? Se la risposta è no come abbiamo visto, se ne devono andare non è questo lavoro per loro! Arricchire i ricchi è facile basta lasciare tutto com’è e cioè che le grandi imprese continuino ad appropriarsi di ambiente, paesaggio, materie prime, persone. Qui serve un altro modello di sviluppo.
Destra e sinistra hanno evidentemente studiato alle scuole che insegnano ad arricchire i ricchi e non a gestire una economia libera e democratica.
