Ubriaco al timone, si schianta contro la USS Midway – La cronaca di un incidente che apre interrogativi sulla sicurezza nei porti turistici
Nessun ferito e danni lievi, ma l’episodio avvenuto nel porto di San Diego riaccende il dibattito su vigilanza, guida nautica in stato di ebbrezza e tutela del patrimonio storico.
21 Luglio 2025
Sergio Angrisano
È accaduto nel primo pomeriggio del 18 luglio 2025 nelle acque del porto di San Diego, in California. Uno yacht da diporto di circa 18 metri si è schiantato contro la USS Midway, storica portaerei della Marina statunitense oggi convertita in museo galleggiante. Al timone dell’imbarcazione c’era un uomo in evidente stato di ebbrezza, che dopo l’impatto ha tentato la fuga, ma è stato raggiunto e arrestato da una motovedetta al largo del ponte di Coronado. L’accusa formale è quella di boating under the influence (BUI), ovvero guida di imbarcazione in stato di ebbrezza, un reato severamente punito negli Stati Uniti. Fortunatamente non si registrano feriti e l’incidente non ha causato danni strutturali significativi né alla Midway né allo yacht.

Quanto accaduto ha scosso l’opinione pubblica locale e ha riportato l’attenzione su diversi temi cruciali, a partire dal livello di sicurezza all’interno di porti turistici che ospitano anche strutture di valore storico e simbolico. Come sia stato possibile che un’imbarcazione privata si avvicinasse indisturbata a una nave della portata della Midway – benché oggi disarmata e adibita a museo – solleva interrogativi sulle modalità di controllo e prevenzione adottate nelle zone portuali aperte al pubblico. San Diego, infatti, è una delle città americane con il più alto traffico turistico marittimo e la coesistenza tra attività diportistiche, monumenti storici e strutture militari richiede protocolli di sicurezza rigorosi, spesso affidati alla sorveglianza elettronica e all’intervento della Guardia Costiera.

La USS Midway non è una nave qualsiasi. Varata nel 1945 e impiegata in numerose missioni nel Pacifico e in Medio Oriente, ha fatto parte della storia militare americana per quasi cinquant’anni prima di essere ritirata dal servizio nel 1992. Dal 2004 è diventata uno dei musei galleggianti più visitati al mondo, simbolo di San Diego e testimonianza vivente di oltre mezzo secolo di storia navale. L’impatto, pur lieve, ha quindi toccato un luogo-simbolo della memoria collettiva americana. La sua posizione centrale e accessibile la rende ogni giorno meta di centinaia di visitatori, tra turisti, studenti e veterani.

L’episodio ha riacceso anche l’attenzione su un fenomeno ancora troppo sottovalutato: la guida nautica in stato di ebbrezza. Negli Stati Uniti, secondo i dati della U.S. Coast Guard, centinaia di incidenti avvengono ogni anno a causa del consumo di alcol da parte di diportisti. La normativa prevede pene severe, che includono il sequestro dell’imbarcazione, multe elevate e, in caso di danni a persone o cose, la reclusione. L’aumento delle attività nautiche private e del noleggio a breve termine, spesso da parte di turisti inesperti, ha reso il fenomeno ancora più complesso da monitorare. L’arresto del capitano ubriaco a San Diego non è un caso isolato, ma il segnale di un rischio crescente.
Come spesso accade nell’epoca della comunicazione digitale, l’incidente è stato filmato e diffuso sui social da diversi testimoni. I video dell’impatto hanno fatto rapidamente il giro della rete, rilanciati da utenti, giornalisti e piattaforme di informazione. Le reazioni online oscillano tra ironia e indignazione, con molti che si interrogano su come sia stato possibile un tale episodio sotto gli occhi delle autorità. Questo dimostra ancora una volta il potere dei contenuti generati dagli utenti nell’accendere il dibattito pubblico e nel colmare, talvolta, i silenzi istituzionali.
L’accaduto pone anche una questione più ampia su come conciliare turismo e sicurezza urbana. San Diego è una città votata alla cultura e alla memoria, e ospita installazioni museali di valore strategico. La presenza turistica, se da un lato genera ricchezza e visibilità, dall’altro impone standard di vigilanza elevati e aggiornati. L’incidente contro la USS Midway – che solo per puro caso non ha causato conseguenze gravi – dovrebbe rappresentare un campanello d’allarme per le autorità locali e federali. Le navi-museo, i porti turistici, i monumenti navali non sono solo luoghi da visitare, ma beni da proteggere.
Mentre le indagini sull’incidente proseguono e il responsabile attende il processo, resta l’amarezza per un gesto sconsiderato e la consapevolezza che la tutela del patrimonio storico non può prescindere da politiche di sicurezza più rigorose, soprattutto in un’epoca in cui la navigazione da diporto è sempre più diffusa e accessibile.

