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Aumentano i casi di West Nile in Italia – 9 Ricoveri in Campania. Allerta sangue e trapianti

Sale a 21 il numero dei contagi confermati nel 2025. Preoccupano i focolai nel Casertano e a Latina. Scattano misure di prevenzione e sorveglianza sanitaria in tutta Italia

25 Luglio 2025

Sergio Angrisano 

Cresce l’allerta sanitaria per l’aumento dei casi di West Nile Virus in Italia. Solo nelle ultime ore, il numero delle infezioni confermate è raddoppiato: si passa da 10 a 21 contagi, come indicato dall’Istituto Superiore di Sanità, con due decessi registrati, tra cui una donna di 82 anni deceduta a Latina lo scorso 20 luglio. La Campania si conferma l’area più colpita al momento, con 9 nuovi ricoveri segnalati, in particolare tra i pazienti degli ospedali Moscati di Aversa e Cotugno di Napoli, di cui quattro gravi in rianimazione. La zona del Casertano, in particolare Baia Domizia, è sotto osservazione per un possibile cluster di infezione.

Nel Lazio, altri due casi sono stati diagnosticati dall’ASL di Latina. Il totale sale quindi a 9 casi nel 2025 solo in provincia di Latina, con pazienti prevalentemente fragili o immunodepressi. L’infezione, trasmessa dalle zanzare e non contagiosa da persona a persona, può però, in rari casi, diffondersi attraverso trasfusioni di sangue, trapianti di organi o in gravidanza.

Per questo, il Centro Nazionale Sangue (CNS) ha emanato nuove disposizioni: tutti i donatori che abbiano trascorso anche solo una notte in aree a rischio devono essere sottoposti a test specifico per il virus, in alternativa alla sospensione temporanea della donazione per 28 giorni. La direttrice del CNS, Luciana Teofili, ha rassicurato l’opinione pubblica: “Le donazioni sono sicure”, grazie all’efficace sistema di sorveglianza che ha già permesso l’identificazione di circa 230 casi tra i donatori tra il 2020 e il 2024.

In risposta al rischio sanitario, è stato attivato il Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi (PNA 2020-2025), con una circolare ministeriale inviata alle Regioni, agli Ordini dei medici e agli istituti zooprofilattici. Le misure includono l’intensificazione della sorveglianza integrata veterinaria, il monitoraggio degli uccelli stanziali, i controlli clinici sugli equidi e la sorveglianza entomologica sulle zanzare.

A livello operativo, l’Istituto Spallanzani ha convocato una riunione con 290 medici per un aggiornamento su prevenzione e gestione dei casi. Sul fronte ambientale, le piogge intense seguite da ondate di caldo, insieme alle rotte migratorie degli uccelli, hanno favorito l’insorgenza di focolai in più regioni italiane, come segnalato dalla Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva. Gli Istituti Zooprofilattici sono in prima linea per il controllo degli animali serbatoio, tra cui cavalli e uccelli selvatici.

Non manca la polemica politica. La deputata del M5S Marianna Ricciardi ha annunciato un’interrogazione parlamentare per chiedere fondi aggiuntivi agli enti locali destinati alle disinfestazioni e per denunciare l’assenza di specialisti in malattie infettive in alcuni ospedali.

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, pur ammettendo la criticità, invita alla cautela: “Il problema esiste, ma non ci sono motivi per allarmi ingiustificati”.

Gli infettivologi avvertono: il numero reale di casi potrebbe essere molto più alto, poiché molte infezioni decorrono in modo asintomatico e non vengono segnalate. Il contenimento del West Nile Virus passa, ovviamente, anche dalla consapevolezza individuale e dall’efficacia delle misure di prevenzione ambientale e sanitaria.



Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore