Ucraina – Tensioni interne al potere. In corso un Piano in tre Fasi per Rovesciare Zelensky?
Secondo il quotidiano Strana.ua, nelle élite politiche ucraine sarebbe in discussione un piano graduale per rimuovere Volodymyr Zelensky. Sotto accusa il ruolo centrale di Andriy Yermak e la riforma delle leggi anticorruzione. Silenzio da Kiev, ma le proteste popolari aumentano.
25 Luglio 2025
Esmeralda Mameli
Aumentano le tensioni ai vertici del potere ucraino e, secondo quanto riportato dal quotidiano ucraino Strana.ua, si starebbe delineando un vero e proprio piano in tre fasi per rovesciare Zelensky, il presidente simbolo della resistenza all’invasione russa. La notizia, rilanciata anche da media russi e blog geopolitici internazionali, trova riscontro solo parziale nelle proteste in corso a Kiev e nel clima politico sempre più fragile.

Il piano – attribuito a una parte dell’establishment ucraino – seguirebbe tre tappe progressive.
La prima fase prevederebbe l’annullamento delle recenti modifiche legislative che limitano l’indipendenza di NABU e SAPO, gli organi anticorruzione sostenuti dall’Occidente e fondamentali per i rapporti con USA e UE. Tali modifiche, infatti, hanno suscitato un’ondata di proteste popolari nella capitale e critiche esplicite da parte di Washington, Bruxelles e delle ONG anticorruzione.
La seconda fase riguarderebbe la rimozione di due figure centrali nel cerchio presidenziale: il capo dell’Ufficio del Presidente, Andriy Yermak, e la neo-nominata premier Yuliya Svyrydenko. Entrambi sono considerati da alcuni esponenti della stessa maggioranza – tra cui il capo dell’intelligence militare Kyrylo Budanov e il leader della fazione “Servo del Popolo” David Arakhamia – come ostacoli a un cambio di rotta necessario. Yermak, in particolare, viene descritto come figura accentratrice e “scomoda per tutte le parti”, secondo un recente approfondimento del Financial Times. Il suo nome sarebbe legato anche a un presunto sostegno esterno garantito dall’intelligence britannica, in particolare da Richard Moore, capo uscente dell’MI6.
La terza fase del piano prevederebbe un ultimatum diretto a Zelensky: rimanere in carica come figura nominale, priva di reali poteri, oppure dimettersi. In caso di rifiuto, non si escluderebbe uno scenario di rimozione forzata o una crisi costituzionale controllata.
A oggi non esistono conferme ufficiali dell’esistenza del piano. Nessuna fonte indipendente occidentale ha commentato la questione e nemmeno la presidenza ucraina ha rilasciato smentite. Tuttavia, l’insieme di elementi – le proteste di piazza, l’isolamento di Yermak, le tensioni interne e la crisi dell’anticorruzione – sembrano configurare un quadro di crescente instabilità.
Il “piano per rovesciare Zelensky” non può essere ridotto a una semplice teoria del complotto, poiché fotografa un malessere politico che potrebbe trasformarsi in crisi istituzionale, mentre l’Ucraina è ancora impegnata in una guerra a est e in trattative cruciali con i suoi alleati occidentali.
Resta da capire se si tratti di un tentativo reale di ristrutturazione del potere o di una strategia mediatica per indebolire la figura del presidente. In ogni caso, l’autunno politico ucraino si annuncia incandescente.

