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Elezioni Regionali Campania 2025 – Data, candidati, legge elettorale e scenari politici

Verso il voto in Campania: terzo mandato, tensioni nei partiti, novità nella legge elettorale e la candidatura di Sergio Angrisano per la Confederazione Meridionalisti Identitari. Tutto quello che c’è da sapere.

2 Agosto 2025

Esmeralda Mameli 

Si è delineato il quadro elettorale delle Elezioni Regionali 2025, che interesseranno sei regioni italiane: Veneto, Valle d’Aosta, Toscana, Marche, Puglia e Campania. Oltre 17 milioni di cittadini saranno chiamati a scegliere il nuovo Presidente della Regione e i Consiglieri regionali.

In questo approfondimento ci concentriamo sulla Campania, una delle regioni chiave nel Mezzogiorno, dove lo scenario si preannuncia particolarmente acceso, tra riforme legislative, tensioni interne ai partiti e l’incognita sulla data ufficiale del voto.

 

Quando si vota in Campania?

A causa della pandemia, le elezioni regionali del 2020 furono posticipate all’autunno e accorpate al referendum costituzionale. Anche per il 2025, la finestra utile sembra spostarsi verso l’autunno, con un probabile election day nazionale.

Non c’è ancora una data ufficiale, ma fonti governative spingono per un accorpamento delle tornate elettorali. Si esclude dunque la primavera, che sarà invece riservata ai Consigli comunali, secondo quanto stabilito da una circolare del Ministero dell’Interno del 6 dicembre scorso.

 

Scenari politici: De Luca, Fico, Cirielli, Angrisano e le spaccature nei partiti

Lo scenario politico in Campania è tutt’altro che definito. Il 5 novembre 2024, il Consiglio Regionale ha approvato una modifica legislativa che consente un terzo mandato al Presidente uscente. Una scelta che ha spaccato anche il Partito Democratico: il PD campano ha votato a favore, contravvenendo alla linea della segretaria nazionale Elly Schlein, contraria alla ricandidatura di Vincenzo De Luca.

Il Governatore, forte del largo consenso ottenuto nel 2020, non ha nascosto le sue intenzioni: vuole correre per la terza volta. Ma la coalizione di centrosinistra è divisa. Il Movimento 5 Stelle prova a inserirsi nel dibattito proponendo una figura di peso:

Roberto Fico, ex Presidente della Camera, stimato anche in ambienti progressisti non allineati.

Nel centrodestra si profilano frizioni tra gli alleati. Se Fulvio Martusciello (Forza Italia) rivendica le vittorie in Basilicata e Piemonte, sottolinea anche i fallimenti dei candidati di Lega e FdI in Sardegna e Umbria.

Nonostante ciò, il nome più accreditato sembra essere Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri e volto forte di Fratelli d’Italia in Campania.

Accanto ai grandi blocchi politici, si fa spazio anche una candidatura autonoma, radicata nel territorio e nei temi meridionalisti.

La Confederazione Meridionalisti Identitari (CMI) ha ufficializzato la candidatura di Sergio Angrisano, Coordinatore Nazionale di CMI, alla Presidenza della Regione Campania. La proposta politica del movimento si fonda su identità territoriale, giustizia fiscale, costituzione di una Macroregione autonoma del Sud e difesa dei diritti sociali nel Mezzogiorno.

 

Come si vota? La legge elettorale campana

La legge che disciplina le elezioni regionali in Campania è la Legge Regionale n. 4 del 27 marzo 2009, modificata nel tempo. Di seguito, le principali caratteristiche del sistema elettorale:

Sistema maggioritario con premio di governabilità: il candidato Presidente più votato è eletto e diventa anche membro del Consiglio regionale, insieme al secondo classificato.

Composizione del Consiglio: 50 seggi totali, assegnati con sistema proporzionale su base provinciale (Napoli, Salerno, Caserta, Avellino, Benevento).

Premio di maggioranza: le liste collegate al Presidente eletto ottengono almeno il 60% dei seggi. È stato abolito il limite massimo del 65%.

Voto disgiunto consentito: l’elettore può votare per un candidato Presidente e per una lista a lui non collegata.

Soglia di sbarramento al 2,5%.

Le elezioni regionali in Campania del 2025 si preannunciano decisive, sia per gli equilibri interni alla regione sia per i futuri assetti nazionali. Tra riforme legislative, ambizioni personali, nuove proposte politiche meridionaliste e alleanze incerte, sarà una sfida aperta fino all’ultimo. In attesa della data ufficiale, i partiti e i movimenti sono già in campo.