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Caos alla Festa dell’Unità di Cotignola – Cori fascisti e simboli del Ventennio interrompono la serata

Durante l’evento al Parco Pertini un gruppo di trenta persone ha intonato “Faccetta Nera” e “Giovinezza”: sconcerto tra i presenti, condanna del PD e proposta di un comitato antifascista

3 Agosto 2025

Sergio Angrisano

Una scena surreale ha turbato la serata del 26 luglio alla Festa dell’Unità di Cotignola, in provincia di Ravenna. Nel cuore del Parco Sandro Pertini, durante un momento apparentemente tranquillo della manifestazione, un gruppo di circa trenta persone ha fatto irruzione nell’area occupando alcuni tavoli e iniziando a cantare a squarciagola inni del Ventennio fascista come “Faccetta Nera” e “Giovinezza”, amplificati da un altoparlante portatile. Le persone coinvolte indossavano abiti scuri e alcuni simboli riconducibili all’ideologia mussoliniana. Prima di allontanarsi, si sono fatte fotografare accanto a uno striscione. Nessun contatto diretto con l’organizzazione, ma l’effetto è stato immediato: indignazione, sconcerto e reazioni durissime.

L’episodio, già oggetto di condanna unanime da parte delle istituzioni locali, ha spinto le autorità ad avviare indagini approfondite. La polizia locale e le forze dell’ordine stanno analizzando le immagini delle videocamere di sorveglianza e i video girati dai presenti, per identificare gli autori e valutare se ricorrano gli estremi per l’apologia del fascismo, reato previsto dalla legge Scelba e dalla Costituzione italiana.

Immediata la reazione del Partito Democratico locale. Il segretario comunale Samuele Staffa ha parlato di un «gesto ignobile e provocatorio che offende non solo il PD, ma tutta la cittadinanza di Cotignola, che ha costruito la propria identità sulla resistenza civile, sulla memoria dei Giusti tra le Nazioni, su figure come Leno e don Stefano, che hanno rischiato la vita per salvare gli altri».

Staffa ha inoltre lanciato la proposta di dar vita a un comitato unitario antifascista, aperto alla cittadinanza e alle realtà associative del territorio, con l’obiettivo di creare uno spazio permanente di confronto per rafforzare la cultura dei diritti, della democrazia e delle libertà, in particolare tra le nuove generazioni.

Anche il sindaco di Cotignola, Luca Settembrini, ha condannato fermamente quanto accaduto, definendo la scena «un karaoke grottesco di canti fascisti» e sottolineando l’importanza di una risposta ferma e condivisa. Dello stesso avviso l’ANPI della Bassa Romagna, che ha ribadito la propria disponibilità a partecipare alla nascita del comitato proposto, sottolineando che «è fondamentale che cresca la vigilanza democratica della popolazione».

L’episodio ha riaperto il dibattito sull’efficacia degli strumenti di contrasto al revival neofascista, sempre più spesso mascherato da folklore o provocazione, ma che resta un chiaro segnale di una pericolosa nostalgia autoritaria. Intonare canzoni come “Faccetta Nera”, scritta nel 1935 in pieno colonialismo italiano, e “Giovinezza”, inno ufficiale del regime mussoliniano, non può essere considerato un gesto goliardico, ma un atto politico. Un episodio che trasforma il clima conviviale di una festa popolare in un’occasione per riaffermare l’urgenza della memoria e dell’antifascismo come presidio attivo di democrazia.

In attesa che le autorità concludano le indagini e facciano chiarezza sull’identità dei responsabili, il caso di Cotignola diventa un monito nazionale. La Festa dell’Unità, simbolo della sinistra italiana e spazio di partecipazione popolare, non può essere trasformata in palcoscenico per chi inneggia a un passato autoritario e antidemocratico. L’auspicio di cittadini, istituzioni e associazioni è che da questo gesto nasca una risposta civile e organizzata, capace di trasformare l’indignazione in resistenza culturale e politica.

Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore