Politano, la tentazione araba è forte – Una perdita importante per il ‘nuovo’ Napoli
Matteo Politano compie 32 anni nel pieno della sua carriera e valuta il suo futuro: sul tavolo una proposta concreta dall’Arabia e l’interesse di un club italiano. Il Napoli rischia di perdere un elemento chiave del nuovo corso targato Conte.
3 Agosto 2025
Sergio Angrisano
Matteo Politano, fresco trentaduenne e simbolo dell’ultimo Scudetto azzurro, è oggi al centro di un intricato bivio di mercato. Da un lato c’è il Napoli, che lo considera un pilastro per il nuovo progetto tecnico; dall’altro, offerte molto concrete provenienti sia dall’Italia che dall’Arabia Saudita, pronte a cambiare il futuro del giocatore con un progetto a lungo termine. Le trattative in corso stanno assumendo i contorni di un vero e proprio aut aut: restare a Napoli per continuare a far parte del gruppo guidato da Antonio Conte oppure cedere alla tentazione di un’avventura nuova, remunerativa e potenzialmente definitiva.
Secondo fonti vicine alla società, un club arabo – identificato nei mesi scorsi con l’Al‑Shabab – ha rilanciato la propria proposta, già avanzata a gennaio: un contratto triennale da circa 7 milioni di euro netti a stagione, a fronte di un’offerta da 12 milioni al Napoli per il cartellino. Un’offerta sontuosa, soprattutto considerando che Politano ha attualmente un contratto in scadenza nel 2026 e che il Napoli ha iniziato da poco il dialogo per un rinnovo fino al 2028. L’intenzione del club partenopeo è chiara: blindare uno dei pochi veterani rimasti fedeli al progetto e inseriti nei meccanismi tecnici ed emotivi della squadra.
Il numero 21 azzurro, autore di 3 gol e 5 assist in 37 presenze nella stagione dello Scudetto 2024-2025, è stato fondamentale nel garantire equilibrio sulla fascia destra. Esterno d’attacco, ma anche mezzala adattabile, ha rappresentato per Spalletti prima, e ora per Conte, una pedina duttile e affidabile. Non a caso il tecnico leccese ha fatto intendere di voler ripartire da un gruppo ristretto di leader esperti, e Politano rientra a pieno titolo tra questi. Tuttavia, l’assenza finora di un accordo concreto sul prolungamento e la lentezza nei contatti tra club e entourage, stanno lasciando spazio a dubbi e riflessioni.
La tentazione è reale e questa volta più forte rispetto al passato, quando lo stesso Politano aveva rifiutato l’ipotesi Arabia scegliendo Napoli “per amore della maglia”. Oggi però, con un’età in cui ogni scelta può essere l’ultima della carriera, le offerte diventano più pesanti anche sul piano personale. A questo si aggiunge l’incertezza che ancora circonda la composizione del nuovo Napoli: tra partenze già avvenute, nuovi acquisti e un sistema in costruzione, alcuni senatori potrebbero avvertire il rischio di un ridimensionamento.
La permanenza o meno di Politano è di certo una questione individuale, ma perdere un giocatore come lui significherebbe privarsi non solo di un esterno offensivo, ma di un collante tra passato e presente, tra spogliatoio e campo, tra progetto tecnico e identità di squadra. Ecco perché, mentre la dirigenza valuta la proposta araba e l’offerta italiana, Conte e i tifosi attendono un segnale: un sì che non sia solo rinnovo, ma anche dichiarazione di fedeltà. Purtroppo il tempo stringe. E le sirene, stavolta, suonano davvero forte.

