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Papa Leone XIV ai giovani di Medjugorje – “Nessun algoritmo potrà mai sostituire un abbraccio”

Al Festival dei Giovani a Medjugorje il messaggio del Pontefice invita a riscoprire la forza dell’incontro autentico: “Non abbiate paura di piangere con chi piange”.

5 Agosto 2025

Sharon Persico

Nel cuore del 36° Festival dei Giovani a Medjugorje, che si concluderà l’8 agosto, risuona forte il messaggio inviato da Papa Leone XIV, diffuso nella tarda serata di ieri. Un messaggio che intreccia fede, umanità e una profonda riflessione sull’epoca digitale: “Nessun algoritmo potrà mai sostituire un abbraccio, uno sguardo, un vero incontro, né con Dio, né con i nostri amici, né con la nostra famiglia”, scrive il Pontefice, richiamando i giovani a non perdere il valore irrinunciabile della relazione personale.

Nel tempo dell’intelligenza artificiale e delle mille opportunità offerte dalla tecnologia, il Papa ricorda che il cuore dell’esperienza umana e cristiana resta l’incontro autentico, vissuto nel corpo e nell’anima. Un’esortazione che trova ispirazione nel gesto di Maria che, dopo l’annuncio dell’angelo, intraprende “un viaggio faticoso per incontrare sua cugina Elisabetta”. Così, sull’esempio della Madre di Dio, Leone XIV incoraggia i ragazzi a “cercare incontri veri”, a “gioire insieme” e “non aver paura di piangere con chi piange”, riecheggiando le parole di San Paolo.

Papa Leone XIV al Festival dei Giovani a Medjugorje ribadisce l’importanza del linguaggio della fede come ponte tra culture e popoli:

“Siete arrivati a Medjugorje da molte nazioni e forse vi sembra che la lingua o la cultura siano un ostacolo all’incontro: abbiate coraggio. C’è un linguaggio più forte di ogni barriera, il linguaggio della fede, alimentato dall’amore di Dio”. E aggiunge: “Siete tutti membra del suo Corpo, che è la Chiesa: incontratevi, conoscetevi, condividete. Solo così, camminando insieme, sostenendoci a vicenda, accendendoci l’un l’altro, arriveremo alla casa del Signore”.

Un invito alla fraternità, alla condivisione e alla testimonianza viva di un cammino spirituale che non si percorre in solitudine.

“Che gioia sapere che siamo attesi nella casa del Padre, accolti dal suo amore e che non dobbiamo camminare da soli, ma insieme!” scrive ancora il Papa, aprendo infine uno spazio alla vocazione personale: “Se qualcuno di voi sente in sé la chiamata a una vocazione speciale, alla vita consacrata o al sacerdozio, vi incoraggio a non avere paura di rispondere”.

La voce di Dio, assicura Leone XIV, parla al cuore e va ascoltata con fiducia:

“La parola del Signore, infatti, non solo ci rende davvero liberi e felici, ma ci realizza autenticamente come uomini e come cristiani”.

È da questa autenticità che può nascere un nuovo annuncio, capace di trasformare il mondo: “Diventate annunciatori di pace e di speranza”, conclude il Santo Padre, affidando ai giovani la missione più alta: portare luce nel tempo del disincanto.

Un messaggio profondo che, nel contesto del Festival, risuona come un richiamo all’essenziale, a quel contatto umano e spirituale che nessuna macchina potrà mai imitare. Un invito, oggi più che mai urgente, a riscoprire la bellezza di essere insieme, corpo vivo di una Chiesa che cammina.