Scoperta una cavità nascosta sotto i Campi Flegrei – Nuova luce sulla dinamica dei flussi magmatici e sulla gestione del rischio
Un team internazionale guidato dall’Università di Pisa ha individuato una frattura gas‑riempita a circa 3,6 km di profondità che risuona con frequenza costante dal 2018, collegando il serbatoio profondo alle fumarole di Solfatara e Pisciarelli.
6 Agosto 2025
Sharon Persico
Un significativo passo avanti nella comprensione del sistema vulcanico dei Campi Flegrei è stato compiuto da un team internazionale dell’Università di Pisa, dell’INGV e del GFZ Helmholtz Centre for Geosciences. In uno studio pubblicato il 1° agosto 2025 su Communications Earth & Environment (Nature Portfolio), gli autori descrivono la scoperta di una cavità inclinata, sottilissima ma estesa, ubicata a circa 3,6 km di profondità, che collega il serbatoio magmatico profondo con le fumarole superficiali di Solfatara e Pisciarelli.
La struttura ha dimensioni rilevanti: circa 1 km di lunghezza, 650 m di larghezza, spessore medio di circa 35 cm e un volume stimato intorno a 220.000 m³. Non è ancora chiaro se sia piena di gas pressurizzato, fluidi idrotermali o altro.
La cavità è stata identificata grazie all’analisi di segnalazioni sismiche di very long‑period (VLP) con frequenza dominante di 0,114 Hz, periodi oscillatori compresi tra 60 e 120 secondi, riscontrati dal 2018 ad oggi. La costanza di questi segnali indica una stabilità nella geometria e composizione della frattura per almeno sette anni.
Questa scoperta rappresenta un tassello chiave per migliorare i modelli interpretativi dell’evoluzione dei flussi magmatici e dei gas. La frattura, infatti, potrebbe fungere da via preferenziale per il degassamento profondo, con riflessi sui fenomeni di bradisismo, movimento del suolo e attività sismica. Il mantenimento dell’assetto stabile del sistema evidenziato dai VLP suggerisce un attuale equilibrio, ma i cambiamenti nella dinamica interna potrebbero alterarlo e segnalare variazioni di rischio.
La conoscenza di questa struttura sotterranea migliora le capacità di previsione del contesto vulcanico e rafforza le strategie di monitoraggio in tempo reale. Ogni mutamento nella frequenza, ampiezza o forma dei segnali VLP potrà essere interpretato come potenziale campanello d’allarme per variazioni strutturali o di pressione nel sistema. Ciò consente modelli di intervento più precisi e tarati sulla complessa dinamica del sistema Flegreo.

