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Opposizione denuncia il governo Meloni per genocidio – Conferenza stampa AVS conferma l’invio del dossier alla CPI

Bonelli, Fratoianni e il giurista Mariniello illustrano al Parlamento le ragioni della denuncia per complicità in crimini internazionali

7 Agosto 2025

Esmeralda Mameli

Mercoledì 6 agosto 2025, nella Sala stampa della Camera dei Deputati, Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) ha ufficialmente presentato la propria denuncia contro il governo Meloni, accusato di complicità in crimini internazionali connessi al conflitto in corso nella Striscia di Gaza.

La conferenza stampa, tenuta dai deputati Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, insieme al giurista Triestino Mariniello, esperto di diritto penale internazionale e membro del team legale di famiglie palestinesi dinanzi alla Corte Penale Internazionale (CPI), ha confermato che è stato inviato un dossier formale alla Procura della CPI per denunciare membri dell’esecutivo italiano per crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio. Secondo AVS, il governo Meloni avrebbe sostenuto attivamente, politicamente e militarmente, l’operato dello Stato di Israele nel corso delle operazioni nella Striscia di Gaza, fornendo armi e rafforzando accordi strategici anche in piena escalation bellica.

“La responsabilità del governo italiano  è politica e giuridica: il supporto incondizionato a un sistema bellico che ha raso al suolo interi quartieri, ospedali e scuole, non può rimanere impunito. Non è più accettabile che l’Italia invii nemmeno una pallottola destinata a uccidere un bambino palestinese.” Ha dichiarato Bonelli

Nicola Fratoianni ha rincarato la denuncia parlando di “genocidio deliberato in atto nella Striscia di Gaza, documentato da molteplici osservatori internazionali”, chiedendo al governo di assumersi la responsabilità morale e giuridica delle proprie scelte. Il giurista Mariniello ha spiegato i fondamenti della denuncia, sottolineando che “se si dimostra che i membri del governo italiano erano consapevoli che il loro supporto materiale, come la fornitura di armi, stava contribuendo a crimini internazionali, allora possono essere considerati penalmente responsabili secondo il diritto internazionale”.

Il documento depositato da AVS alla CPI include riferimenti normativi, accordi bilaterali di cooperazione militare, dati su esportazioni di armi italiane verso Israele e cronologie di eventi legati alla distruzione nella Striscia di Gaza, presentati come prove della complicità italiana.

La premier Giorgia Meloni con un post social ha attaccato duramente l’iniziativa della sinistra, definendola “strumentale e vile”, accusando le opposizioni di “cercare nei tribunali internazionali ciò che non riescono a ottenere democraticamente nel Paese”.

La denuncia di AVS rappresenta una svolta politica e giuridica senza precedenti in Italia, in un momento in cui cresce a livello globale l’attenzione sull’intervento della CPI nel conflitto israelo-palestinese. Diverse organizzazioni internazionali, tra cui Human Rights Watch e Amnesty International, avevano già definito le operazioni militari nella Striscia di Gaza come potenzialmente riconducibili a crimini di guerra e genocidio e il dossier italiano si inserisce in un contesto di crescente mobilitazione a sostegno della popolazione palestinese. Se la CPI valuterà ricevibile la comunicazione italiana, potrebbero aprirsi scenari giudiziari complessi e di forte impatto diplomatico per il governo Meloni. AVS ha già annunciato che continuerà a monitorare la risposta della Corte e porterà avanti, anche nelle sedi parlamentari, l’azione di pressione politica per interrompere qualsiasi forma di complicità con regimi accusati di violare sistematicamente il diritto internazionale.