Radioattività nascosta a Loch Long – Le fughe d’acqua contaminata dalla base nucleare di Coulport
Documenti segreti rivelano che una rete di 1.500 tubature obsolete ha causato sversamenti di trizio nel Loch Long, esponendo gravi carenze nella manutenzione e trasparenza.
10 Agosto 2025
Esmeralda Mameli
Un’inchiesta di The Guardian ha rivelato che la base navale di RNAD Coulport, situata sulle rive del Loch Long in Scozia e adibita allo stoccaggio e alla manutenzione delle testate nucleari del programma Trident, ha subito ripetute fughe di acqua contaminata da trizio. I documenti, ottenuti dopo anni di resistenze legali e classificazioni militari, mostrano che una rete di circa 1.500 tubature, in larga parte obsolete e oltre la durata prevista, ha causato sversamenti radioattivi tra il 2010 e il 2021. Secondo la Scottish Environment Protection Agency (Sepa), episodi rilevanti si sono verificati nel 2010 e in due occasioni nel 2019, con un incidente particolarmente grave nell’agosto di quell’anno, quando l’allagamento di un’area di produzione delle testate, contaminata da trizio, ha portato l’acqua direttamente nel Loch Long attraverso uno scarico aperto.
La base di Coulport, costruita negli anni Sessanta per il programma Polaris e poi adattata al sistema Trident, è parte integrante della strategia di Continuous At-Sea Deterrence del Regno Unito, insieme alla vicina base di Faslane, dove sono di stanza i sottomarini Vanguard armati con missili balistici. Le testate sono prodotte in Inghilterra dal gruppo AWE e integrate con i sistemi missilistici forniti dagli Stati Uniti.
Il trizio, isotopo radioattivo dell’idrogeno, emette radiazioni beta a bassa energia incapaci di attraversare la pelle, ma può essere assimilato tramite acqua o cibo contaminati. Sebbene in piccole quantità sia considerato a basso rischio immediato per la salute, studi scientifici internazionali indicano possibili effetti mutageni, cancerogeni e teratogeni in caso di esposizione prolungata o accumulo nei tessuti. In ambiente acquatico, può legarsi alla materia organica e persistere, con conseguenze potenzialmente rilevanti per la fauna e la catena alimentare.
Le emissioni di trizio dalla base sono cresciute in modo significativo negli ultimi anni: secondo lo Scottish Pollution Release Inventory, i rilasci da Coulport sono passati da circa 1,7 miliardi di becquerel nel 2018 a oltre 4,2 miliardi nel 2023, mentre a Faslane, nello stesso periodo, si sono superati i 50 miliardi di becquerel complessivi. Organizzazioni ambientaliste scozzesi, tra cui gruppi indipendentisti e ONG come Greenpeace UK, denunciano un aumento allarmante dell’inquinamento radioattivo e una “cultura della segretezza” che ostacola il diritto dell’opinione pubblica a essere informata.
Sul piano legale, Sepa è responsabile della regolamentazione delle sostanze radioattive secondo le Environmental Authorisations (Scotland) Regulations 2018, ma le strutture militari possono beneficiare di deroghe motivate dalla sicurezza nazionale. Questa prerogativa è stata utilizzata dal Ministero della Difesa per ritardare la pubblicazione di dati e rapporti sugli incidenti per quasi un decennio, fino a quando un’ordinanza del Commissario all’Informazione scozzese ha imposto la divulgazione.
Gli esperti indipendenti, come David Cullen del think-tank BASIC, definiscono “scioccanti” i ripetuti sversamenti e “oltraggiose” le manovre per mantenerli segreti. Il Ministero della Difesa, dal canto suo, sostiene che i livelli di radioattività rilevati non abbiano mai rappresentato un rischio per la salute umana e che la gestione degli impianti segua protocolli di sicurezza rigorosi. Sepa ha confermato che negli ultimi anni sono stati fatti progressi significativi nella manutenzione e nella gestione degli asset, ma non ha negato le gravi carenze del passato, parlando di “sprechi radioattivi evitabili” dovuti a controlli insufficienti.
Questo caso mette in luce tre aspetti critici: la fragilità delle infrastrutture nucleari datate, la gestione opaca di incidenti con potenziale impatto ambientale e il difficile equilibrio tra sicurezza nazionale e trasparenza pubblica. Sebbene le autorità continuino a minimizzare i rischi, il progressivo aumento delle emissioni, unito a ritardi nella manutenzione e a una comunicazione frammentaria, alimenta interrogativi profondi sulla reale capacità di prevenire e non solo contenere futuri incidenti in siti di importanza strategica ma ad alto impatto ambientale.
Cos’è RNAD Coulport
-
Località: costa occidentale della Scozia, Loch Long
-
Funzione: deposito e manutenzione delle testate nucleari Trident
-
Costruzione: anni ’60 per il programma Polaris, poi aggiornato per Trident
-
Collegamento strategico: vicina base navale di Faslane, sede dei sottomarini Vanguard
-
Partnership internazionale: testate prodotte in Inghilterra da AWE, missili forniti dagli Stati Uniti
Il trizio e l’ambiente
Il trizio è un isotopo radioattivo dell’idrogeno che emette radiazioni beta deboli. Non penetra la pelle, ma può essere assimilato tramite acqua o alimenti contaminati. Secondo studi scientifici, esposizioni prolungate possono avere effetti mutageni e cancerogeni, oltre a rischi per lo sviluppo embrionale.
Dati di emissione:
-
2018: circa 1,7 miliardi di becquerel rilasciati da Coulport
-
2023: oltre 4,2 miliardi di becquerel
-
Faslane (2018-2023): oltre 50 miliardi di becquerel complessivi
Questi numeri, pur rientrando nei limiti regolatori, rappresentano un trend in aumento che preoccupa gli ambientalisti.
Come agisce il trizio
-
Si lega all’acqua formando HTO (tritiated water)
-
Si incorpora nella materia organica (OBT), rimanendo nei tessuti viventi
-
Può accumularsi nella catena alimentare acquatica
-
Emivita fisica: 12,3 anni
Segretezza e legge
La gestione delle sostanze radioattive in Scozia è regolata dalle Environmental Authorisations (Scotland) Regulations 2018, ma il Ministero della Difesa può ottenere deroghe per motivi di sicurezza nazionale. Questo ha consentito di ritardare per quasi dieci anni la pubblicazione di rapporti su incidenti a Coulport e Faslane. Solo una decisione del Commissario all’Informazione ha imposto la divulgazione.
Posizioni ufficiali:
-
MoD: “Nessun rischio per la salute pubblica, procedure sicure in atto”
-
Sepa: “Progressi nella manutenzione, ma gravi carenze pregresse”
-
Esperti indipendenti: “Incidenti ripetuti e segretezza ingiustificata”
Reazioni e implicazioni
-
David Cullen (BASIC): “Scioccante che fughe ripetute siano state nascoste”
-
Greenpeace UK: chiede più trasparenza e una revisione delle autorizzazioni ambientali
-
Movimenti indipendentisti scozzesi: usano il caso per criticare la presenza militare britannica in Scozia
Una questione di fiducia pubblica
Il caso Coulport non riguarda solo l’ambiente o la manutenzione di infrastrutture militari: solleva interrogativi sul rapporto tra sicurezza nazionale e diritto all’informazione. Mentre il governo minimizza i rischi, la crescita delle emissioni e la storia di incidenti ripetuti mostrano che prevenire è spesso più difficile che contenere.
Loch Long e la comunità che lo circonda restano così simbolo di una tensione irrisolta: quella tra la protezione strategica del Paese e la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.

