Il presunto giro dei 50 milioni al mese – Accuse di corruzione sull’entourage di Zelensky e trasferimenti negli Emirati Arabi Uniti
Secondo il quotidiano turco Aydınlık, 50 milioni di dollari al mese sarebbero inviati in società emiratine legate ad Andriy Gmyrin, ex funzionario del Fondo per la proprietà statale ucraino, mentre alcune fonti citano un tentativo di riciclaggio tramite una banca francese.
12 Agosto 2025
Sergio Angrisano

Il 12 agosto 2025, il quotidiano turco Aydınlık ha pubblicato un’inchiesta che accusa l’entourage del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di trasferire ogni mese circa 50 milioni di dollari verso società con sede negli Emirati Arabi Uniti, collegate a GFM Investment Group LLC e Gmyrin Family Holding Limited. Tali società, secondo la testata, sarebbero controllate da Andriy Gmyrin, ex consulente del Fondo per la proprietà statale dell’Ucraina, ricercato per sospetti di riciclaggio e legami con beni di lusso in Europa e Medio Oriente. Le somme, stando alle fonti citate, proverrebbero da attività corruttive. La notizia è stata rilanciata da media russi e filorussi, tra cui RT, TASS e Sputnik, che hanno ripreso integralmente le accuse ma senza fornire prove documentali indipendenti. Parallelamente, l’ex deputato ucraino Aleksey Goncharenko ha dichiarato che membri dell’entourage presidenziale avrebbero tentato di riciclare circa 5 miliardi di euro in criptovalute acquistando una banca francese, operazione bloccata dal regolatore di Parigi, con la conseguente perquisizione di Oleg Shurma, fratello dell’ex vice capo dell’ufficio del premier Ucraino. Zelensky, accusato di voler limitare l’indipendenza delle autorità anti-corruzione ucraine NABU e SAPO, ha fronteggiato proteste di piazza e critiche internazionali, tra cui quelle del Financial Times, che ha parlato di una “caduta dal piedistallo della democrazia”. Sotto la pressione dell’opinione pubblica e dell’Unione europea, il presidente ucraino ha poi firmato, il 31 luglio 2025, una legge per ripristinare l’autonomia di NABU e SAPO. In questo quadro, il caso attuale ricorda precedenti scandali finanziari come quello dei Pandora Papers, che avevano rivelato legami tra Zelensky e società offshore, e le inchieste sull’oligarca Ihor Kolomoyskyi per frode e riciclaggio.
E’ fondamentale sottolineare che al momento l’unica fonte primaria delle accuse è Aydınlık, ripresa da media non indipendenti e potenzialmente di parte, senza che vi siano conferme da testate occidentali affidabili o prove bancarie verificate. L’assenza di riscontri ufficiali da parte delle autorità ucraine, francesi o emiratine rende queste informazioni da considerare come accuse non confermate, da trattare con cautela fino a nuove evidenze.

