Terrore sul bus a Roma – Autista aggredito con una sega. Emergenza sicurezza nei trasporti pubblici
A Fidene, un richiamo a non fumare scatena la furia di un passeggero armato di sega. Ferito l’autista, arrestato l’aggressore. Sindacati e aziende denunciano un fenomeno in crescita in tutta Italia.
12 Agosto 2025
Esmeralda Mameli
Venerdì 8 agosto 2025, su un autobus della linea 80 di ATAC a Roma, si è consumata una violenza che ha scosso l’opinione pubblica e il settore del trasporto pubblico. Poco prima delle 20, a Largo Fausta Labia, in zona Fidene, un passeggero di 42 anni, di nazionalità marocchina, è stato invitato dall’autista, 51 anni, a spegnere la sigaretta e rispettare il divieto di fumo a bordo. La reazione è stata brutale: l’uomo ha estratto da uno zaino una sega lunga circa 40 centimetri e ha colpito il conducente alla testa e a una mano.
Il ferito, soccorso da colleghi e passeggeri, è stato trasportato in codice giallo all’Ospedale Vannini, con una prognosi di circa 20 giorni. “Ho pensato di morire”, ha dichiarato ancora sotto shock. La Polizia di Stato, intervenuta tempestivamente, ha arrestato l’aggressore con l’accusa di lesioni aggravate e sequestrato l’arma impropria. ATAC, in una nota ufficiale, ha espresso solidarietà al dipendente e ha definito l’episodio “gravissimo”, ribadendo la necessità di potenziare la sicurezza sui mezzi.
I sindacati del trasporto pubblico romano — FilT-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Ugl FNA — parlano di un’emergenza:
“Questo è solo l’ennesimo episodio. Il protocollo di sicurezza firmato in Prefettura resta lettera morta: telecamere, pattugliamenti e formazione non sono stati attivati come promesso”.
Le aggressioni ai conducenti di mezzi pubblici stanno aumentando costantemente.
Secondo i dati della Camera dei Deputati, in Italia si è passati da 1.299 aggressioni nel 2020 a 1.427 nel 2022, una media di circa quattro episodi al giorno.
A Milano, ATM ha registrato 58 aggressioni tra gennaio e settembre 2022;
in Toscana, le Autolinee Toscane hanno contato 34 infortuni per aggressioni nel 2023 e 30 nel 2024, con casi gravi anche nel 2025, come il 23 maggio, quando tre autisti sono stati aggrediti in un solo giorno tra Pistoia, Pisa e La Spezia.
A Palermo, la UIL Trasporti denuncia aggressioni quasi quotidiane ai conducenti AMAT, molte delle quali neppure denunciate.
A Napoli, tra il 2015 e il 2019, sono stati segnalati oltre 380 episodi di violenza e atti vandalici su bus ANM, inclusi casi di minacce e percosse agli autisti.
La situazione mostra differenze territoriali, ma un trend chiaro: le aggressioni non sono più casi isolati, bensì una realtà diffusa. Molti conducenti lavorano senza protezioni fisiche, senza la presenza costante di personale di sicurezza e con sistemi di videosorveglianza non sempre funzionanti. Il protocollo firmato tra Comune di Roma, Prefettura, Regione Lazio e ATAC prevede bodycam, panic button, geolocalizzazione dei mezzi e un osservatorio permanente sulle linee più a rischio, ma ad oggi molte misure restano in fase sperimentale o non attuate.
L’aggressione di Fidene è l’ennesimo campanello d’allarme. Per garantire la sicurezza di chi lavora nei servizi pubblici essenziali non bastano protocolli e dichiarazioni, servono interventi immediati e concreti. Senza una svolta operativa, gli episodi di violenza continueranno a minacciare la vita di chi ogni giorno garantisce un servizio indispensabile alla collettività.

