La prospettiva di pace in Ucraina scuote le difese -Leonardo scivola insieme a Thales, BAE e Rheinmetall
In previsione dell’incontro tra Trump e Putin dell’8 agosto 2025, le principali aziende europee del settore difesa soffrono in Borsa, in un contesto segnato da volatilità ma sostenuto da piani strutturali di riarmo.
14 Agosto 2025
Sergio Angrisano

L’annuncio dell’incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin, previsto per domani 15 agosto, ha riacceso le speranze di una soluzione pacifica al conflitto russo-ucraino, scatenando una reazione immediata sui mercati finanziari europei. Le società dell’industria bellica, da tempo tra le più dinamiche sul listino, hanno subito brusche perdite, alimentando incertezza tra gli investitori.
Leonardo, la storica azienda italiana a maggioranza statale, ha visto le sue azioni aprire a 49,28 € il 7 agosto, per crollare in sole due ore fino a 46,49 €, con un calo del 5,66 %. Anche a fine giornata la ripresa è stata timida: si è chiusa a 47,03 €, registrando comunque un -4,56 % rispetto all’apertura dello stesso giorno. Al quinto giorno dall’annuncio, il prezzo d’apertura è ulteriormente sceso a 45,11 €, evidenziando una flessione dell’8,46 % rispetto al 7 agosto.
Le pressioni non risparmiano nemmeno i concorrenti europei: Thales ha registrato -2,28 % nella sola giornata dell’annuncio e, in totale, un -3,34 % finora; BAE Systems ha perso il 4,25 % inizialmente e il 6,97 % nei quattro giorni successivi; Rheinmetall ha subito un -3,9 % giovedì e un -11,02 % cumulativo; Airbus, pur toccata, ha contenuto i danni al -1,56 %.
Questa caduta generalizzata segna una delle correzioni più consistenti del settore nell’anno, anche se va ricordato che le performance globali restano notevoli: da inizio anno Leonardo è in crescita del 76 %, Thales del 67 %, BAE Systems del 49 %, e Rheinmetall addirittura del 158 % grazie alla domanda sostenuta dall’escalation militare e dai programmi di rearmamento europei. Gli eventi del 3 marzo 2025 avevano invece incoronato il settore difesa, quando un’ondata di ottimismo sulle politiche di difesa europee aveva spinto le azioni di Leonardo del 16 %, BAE e Thales oltre il 14 %, e Rheinmetall circa il 13,7 %. Gli analisti avevano parlato di un vero e proprio “turbo” del ciclo di rearmamento europeo.
Anche in questi giorni, nonostante le spinte rialziste strutturali, dai programmi UE, come un piano da €840 miliardi per modernizzare la difesa, fino ai fondi SAFE e Omnibus volti a sostenere aziende con tecnologie dual use, il tentativo di via diplomatica produce reazioni immediate, ma incerte sul breve termine.
Restano dunque due elementi fondamentali per il futuro del settore:
la volatilità indotta da potenziali svolte diplomatiche e una solida spinta infrastrutturale e politica verso l’autonomia strategica europea nel campo della difesa.

