Migranti, tragedia a 14 miglia da Lampedusa – 27 morti, tra loro una neonata e tre adolescenti
Due imbarcazioni partite da Tripoli si capovolgono nel Mediterraneo centrale. La Procura di Agrigento apre un’inchiesta per naufragio colposo.
14 Agosto 2025
Esmeralda Mameli
La notte tra il 12 e il 13 agosto 2025 il Mediterraneo centrale è stato teatro di una nuova, drammatica tragedia. Due imbarcazioni cariche di quasi cento migranti, partite da Tripoli, si sono capovolte a circa 14 miglia a sud di Lampedusa. Il bilancio provvisorio parla di almeno 27 vittime accertate, tra cui una neonata e tre adolescenti, oltre a una decina di dispersi. Sessanta persone sono state tratte in salvo e trasferite nell’hotspot di contrada Imbriacola, dove stanno ricevendo assistenza medica e psicologica. Le testimonianze dei sopravvissuti ricostruiscono una sequenza di eventi drammatica: una delle imbarcazioni ha iniziato a imbarcare acqua e i passeggeri, presi dal panico, sono stati fatti salire sull’altro barcone, già sovraccarico. Pochi minuti dopo, le onde e il peso eccessivo lo hanno fatto ribaltare. Tra i superstiti ci sono 21 minori, provenienti da Paesi come Pakistan, Somalia, Sudan ed Egitto. I cadaveri recuperati sono stati portati nella camera mortuaria di Cala Pisana, dove al momento si contano 23 bare, mentre le ricerche in mare proseguono alla ricerca degli scomparsi. La Procura di Agrigento, coordinata dal procuratore Giovanni Di Leo, ha aperto un’inchiesta per naufragio colposo, valutando eventuali responsabilità legate alle condizioni precarie delle imbarcazioni e al ruolo dei trafficanti. La premier Giorgia Meloni ha espresso “sgomento e compassione” per quanto accaduto, parlando di “inumano cinismo” da parte delle organizzazioni criminali e ribadendo la necessità di fermare le partenze irregolari. Anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha sottolineato l’urgenza di rafforzare le politiche di prevenzione. Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), fino al 9 agosto 2025 nella rotta del Mediterraneo centrale si contavano già almeno 370 morti e 300 dispersi, con oltre 14.000 migranti intercettati e riportati in Libia; complessivamente, dall’inizio dell’anno, le vittime sarebbero 675. In dieci anni, quasi 24.500 persone hanno perso la vita o sono scomparse tentando la traversata, rendendo questa tratta una delle più pericolose al mondo. La tragedia di Lampedusa, l’ennesima in una lunga scia di naufragi, riaccende il dibattito sulla gestione dei flussi migratori e sulla necessità di un approccio europeo condiviso, che non si limiti al soccorso in mare, ma agisca sulle cause profonde delle partenze, per trasformare il Mediterraneo da confine di morte a ponte di vita.

