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È morto Pippo Baudo, il re della televisione italiana – L’Italia piange l’ultimo grande maestro dell’intrattenimento

Frasi celebri, ricordi commossi di artisti e colleghi e la vita di un uomo che ha fatto la storia della Rai. Da Sanremo a Domenica In, Baudo resta la voce più autentica del nazionalpopolare

16 Agosto 2025

Sergio Angrisano 

Lunga vita alla televisione!”

diceva con il suo sorriso inconfondibile.

L’ho inventata io la televisione!”,

scherzava spesso, con quella sicurezza che era insieme ironia e verità. E poi la frase che lo ha reso un marchio: “L’ho visto io!”, quasi a voler confermare che la tv, quella vera, passava sempre attraverso i suoi occhi e il suo carisma. Oggi quelle frasi restano sospese, testimonianze di un’epoca che si è chiusa con la sua scomparsa.

È morto a 89 anni Pippo Baudo, il re della televisione italiana. All’anagrafe Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo, nato a Militello in Val di Catania il 7 giugno 1936, è stato molto più di un presentatore: è stato un inventore di linguaggi televisivi, il custode dell’intrattenimento nazionalpopolare, colui che ha saputo unire generazioni diverse davanti allo stesso schermo.

Il dolore per la sua perdita ha unito il mondo dello spettacolo, della musica e della cultura.

Laura Pausini, con le lacrime agli occhi, lo ha salutato così:

“Ciao al mio secondo papà. Non posso credere che sto scrivendo questo messaggio. Pippo mi ha cambiato la vita scegliendomi a Sanremo ’93. Non mi ha mai lasciata, mai. Pippo, grazie. Ti voglio tanto bene”.

Commosso anche il ricordo di Katia Ricciarelli, che con Baudo condivise diciotto anni di vita:

“Perdiamo il numero 1. Non si possono dimenticare gli anni insieme, è stato un uomo straordinario. Quando ci siamo rivisti dopo tanto tempo ci siamo abbracciati come se nulla fosse mai successo. Oggi si chiude un’altra parentesi della mia vita”.

La Rai ha espresso il proprio cordoglio con parole che raccontano bene il peso di questa perdita:

“Con Pippo Baudo se ne va un pezzo di cuore della Tv. È stato un inventore di televisione, un uomo che ha reso nobile l’intrattenimento nazionalpopolare, senza mai cedere alla volgarità”.

Anche il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha sottolineato: “Con lui scompare la personificazione più autorevole e popolare di un pezzo fondamentale dell’autobiografia artistica italiana”.

Dalla sua prima apparizione nei primi anni Sessanta fino ai tredici Festival di Sanremo condotti, passando per Domenica In, Fantastico, Gran Premio e decine di altri programmi, Pippo Baudo ha attraversato oltre quarant’anni di televisione con una costanza ineguagliabile. Ha saputo improvvisare, reggere gli imprevisti, dare spazio a giovani talenti e reinventare continuamente il linguaggio del piccolo schermo. Indimenticabile la sua calma di fronte a incidenti in diretta, come la torta in faccia ricevuta da una concorrente nel 1990 affrontati sempre con ironia e aplomb.

Se Mike Bongiorno rappresentava il tocco esotico del quiz “mid-cult”, Pippo Baudo è stato l’anima profonda dell’intrattenimento nazionalpopolare. Un uomo capace di portare leggerezza senza mai scadere, di unire leggerezza e cultura, di diventare parte della memoria collettiva del Paese.

Con la sua morte non scompare solo un conduttore, ma un pezzo di storia italiana. La sua voce, i suoi gesti e le sue frasi restano scolpiti nella memoria del pubblico che, per decenni, lo ha seguito con affetto e riconoscenza.

Addio Pippo, maestro della tv.



Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore