L’Ucraina offre a Trump un pacchetto da 100 miliardi di dollari in armi – Le condizioni di Kiev per la sicurezza post-pace e le dichiarazioni del Presidente americano
Zelensky propone l’acquisto di armamenti statunitensi finanziati dall’Europa in cambio di garanzie di sicurezza, risarcimenti per i danni di guerra e un drone deal da 50 miliardi. Trump mette in guardia: affrontare la “potenza” russa è un rischio enorme
19 Agosto 2025
Esmeralda Mameli
L’Ucraina ha avanzato una proposta senza precedenti a Donald Trump: l’acquisto di 100 miliardi di dollari in armamenti statunitensi, finanziati dai partner europei, in cambio di garanzie di sicurezza da parte degli Stati Uniti, da attuare al termine di un eventuale accordo di pace con la Russia. Secondo un documento riservato rivelato dal Financial Times, il pacchetto prevede anche un accordo da 50 miliardi di dollari per la co-produzione di droni con aziende ucraine, diventate leader nel settore militare dall’inizio dell’invasione russa nel 2022. La strategia di Kiev punta a fare leva sugli interessi dell’industria americana, con Trump che ha commentato con pragmatismo:
“Non regaliamo nulla. Vendiamo armi”.
Nel documento, Zelensky sottolinea come una pace duratura non possa basarsi su concessioni a Putin, ma richieda invece un solido sistema di sicurezza capace di prevenire future aggressioni. L’Ucraina respinge categoricamente l’offerta russa proposta a Trump in Alaska, che prevedeva il congelamento del fronte in cambio del ritiro ucraino da Donetsk e Luhansk, definendola una potenziale apertura per nuove avanzate verso Dnipro.
Un’altra componente chiave del pacchetto riguarda i risarcimenti dei danni di guerra, stimati in circa 300 miliardi di dollari, da ottenere tramite i beni russi congelati in Occidente, con l’eventuale alleggerimento delle sanzioni subordinato al rispetto da parte di Mosca dei termini dell’accordo di pace. Il summit alla Casa Bianca del 18 agosto 2025, che ha visto la partecipazione di Zelensky, Trump e dei leader europei, ha mostrato un clima più disteso rispetto agli incontri precedenti, ma senza un cessate il fuoco concreto. Mentre alcune delegazioni europee hanno insistito sulla necessità di un’intesa immediata, Trump si è mostrato più caustico, precisando che non era sicuro della sua necessità.
Trump, nel corso dell’incontro, ha ammonito:
«Questa è una guerra, e la Russia è una potenza militare potente… non si entra in lotta con un paese dieci volte più grande di voi».
Poi ha elogiato il coraggio dei soldati ucraini:
«Combattono contro una forza molto, molto più grande… e non si sono fermati».
Ha fatto riferimento a mappe mostrate nella situazione room. Secondo le stime, circa il 75–79 % del Donbas (in particolare la provincia di Donetsk) sarebbe sotto controllo russo.
Nonostante le cautele, Trump ha confermato che gli Stati Uniti “aiuteranno a garantire la sicurezza” dell’Ucraina come parte di un eventuale accordo di pace, sebbene i dettagli rimangano vaghi. Zelensky ha interpretato la disponibilità americana come “un segnale importante”, ipotizzando che le garanzie potrebbero formalizzarsi entro una settimana o dieci giorni. Alcune fonti indicano che l’ammontare complessivo del pacchetto possa oscillare tra 90 e 100 miliardi di dollari di armi, sempre finanziate dall’Europa, ma il fulcro della proposta rimane invariato: sicurezza in cambio di acquisti massicci, senza alcuna concessione territoriale alla Russia.
Questa mossa segna un cambio di strategia di Kiev, che punta a trasformare l’interesse economico degli Stati Uniti in uno strumento di sicurezza nazionale, sottolineando la centralità della diplomazia internazionale, nonché della cooperazione transatlantica nella gestione della crisi ucraina e nella prevenzione di future aggressioni.

