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La Spagna in fiamme – Incendi senza precedenti devastano il nord-ovest

Un’escalation di roghi record, alimentata da caldo estremo, siccità e venti, travolge il nord-ovest spagnolo, Quasi 383.000 ettari divorati, evacuazioni, vie di pellegrinaggio interrotte e richieste di aiuto europeo.

20 Agosto 2025

Esmeralda Mameli

La Spagna vive la stagione di incendi più devastante della sua storia recente. Le fiamme che da settimane divorano il nord-ovest del Paese hanno già bruciato oltre 382.600 ettari, superando i record del 2022 e trasformando intere aree naturali in paesaggi lunari. Alimentati da un’ondata di calore senza precedenti, con punte di 45 °C, venti forti e una siccità ormai cronica, i roghi hanno colpito soprattutto Galizia, Castiglia e León ed Estremadura, con scenari che gli stessi soccorritori definiscono «danteschi».

Nella sola Galizia, l’incendio di Larouco ha incenerito 20.000 ettari, il peggiore della storia regionale. In Castiglia e León si contano decine di focolai ancora attivi e intere comunità evacuate. L’Estremadura resta paralizzata dal vasto fronte di Jarilla, che ha già divorato 15.500 ettari. La distruzione non risparmia nemmeno il Cammino di Santiago, chiuso in più tratti per proteggere i pellegrini, e lambisce parchi nazionali e siti patrimonio UNESCO.

La gravità della situazione si riflette anche nelle vittime: quattro vigili del fuoco hanno perso la vita durante le operazioni. Più di 3.400 tra militari, pompieri e volontari sono mobilitati, con rinforzi europei da Francia, Germania, Italia e altri Paesi. Intanto, il premier Pedro Sánchez ha annunciato la dichiarazione di zone di catastrofe e l’avvio di un patto di Stato sul clima, volto a trasformare l’emergenza in politiche strutturali.

Ma oltre al dramma umano e alle perdite materiali, gli incendi stanno lasciando una ferita profonda nel patrimonio naturale iberico.

Flora e fauna in fumo

Le prime stime ambientali indicano un disastro ecologico di proporzioni colossali:

  • Vegetazione: oltre 380.000 ettari di boschi, macchia mediterranea, pascoli e vigneti ridotti in cenere. Scomparsi interi habitat di querce, pini atlantici e castagni secolari, colonne portanti degli ecosistemi nord-occidentali.

  • Fauna selvatica: si stima la perdita di oltre 30.000 animali selvatici tra piccoli mammiferi, rettili e uccelli. Le fiamme hanno distrutto le aree di nidificazione di specie protette come il capovaccaio egiziano, l’astore iberico e la cicogna nera.

  • Specie a rischio: a León e Zamora risultano compromessi gli habitat del lupo iberico, già minacciato, mentre in Galizia incendi e fumo hanno disperso numerose colonie di pipistrelli, fondamentali per l’equilibrio naturale.

  • Ecosistemi acquatici: ceneri e sostanze tossiche stanno già raggiungendo i corsi d’acqua, minacciando trote, anfibi e la qualità delle riserve idriche.

Gli ambientalisti avvertono che il recupero della biodiversità richiederà decenni, con rischi di desertificazione accelerata nelle aree più colpite.