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Addio a Salvo Vitale, fondatore di Radio Aut e voce storica dell’antimafia

Scomparso a 82 anni lo storico amico di Peppino Impastato, maestro di filosofia e storia, che ha animato Radio Aut con satira e impegno civile

21 Agosto 2025

Sharon Persico

È morto il 19 agosto 2025, all’età di 82 anni, Salvo Vitale, storico fondatore di Radio Aut e compagno di battaglie civili di Peppino Impastato. Nato a Cinisi il 16 agosto 1943, Salvo Vitale era un professore di storia e filosofia che, insieme all’amico di sempre, aveva dato vita nel 1977 a una delle esperienze più coraggiose e rivoluzionarie della comunicazione libera in Sicilia: una radio indipendente, animata da satira e ironia, che non esitava a denunciare pubblicamente le violenze, i crimini e i soprusi di Cosa Nostra. Dai microfoni di Radio Aut, ospitata a Terrasini, Vitale e Impastato smascheravano i mafiosi locali come Gaetano Badalamenti, ribattezzato sarcasticamente “Tano Seduto”, in un atto di resistenza civile che fece epoca.

La radio rimase attiva fino alla tragica notte tra l’8 e il 9 maggio 1978, quando Peppino Impastato venne assassinato dalla mafia. Da quel momento in poi, Vitale non smise mai di portare avanti la memoria dell’amico, trasformando il dolore in impegno quotidiano. Continuò a insegnare fino al 2003 e affiancò all’attività di docente quella di militante culturale e scrittore, collaborando con testate come Telejato, Antimafia Duemila e “I Siciliani giovani”. Fondò e curò il sito “Il Compagno”, presiedette l’Associazione Culturale Peppino Impastato e promosse instancabilmente incontri, conferenze e attività educative per trasmettere alle nuove generazioni i valori della legalità e della libertà di pensiero.

Il legame con Peppino Impastato, testimoniato anche nel film I cento passi, rimase al centro della sua vita. Non a caso, la sua voce e il suo monologo furono scelti come simbolo di quella battaglia di verità che, anche a distanza di decenni, resta un faro per la coscienza civile. Vitale ha incarnato l’anima più autentica di Cinisi e della Sicilia che resiste, diventando un punto di riferimento per associazioni, studenti e cittadini. La sindaca di Cinisi, Vera Abbate, lo ha definito

“scrittore, poeta, insegnante, storico e combattente instancabile per la memoria e la verità”,

mentre l’associazione Libera ha ricordato come la sua vita sia stata “un esempio luminoso di libertà e responsabilità”.

La camera ardente è stata allestita presso la Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, luogo simbolo della lotta alla mafia, dove in tanti hanno reso omaggio a Salvo Vitale, riconoscendo in lui non solo un intellettuale, ma soprattutto un uomo che, con coerenza e passione, ha scelto di stare dalla parte della verità. Le parole di Luisa Impastato, nipote di Peppino, hanno sottolineato il vuoto lasciato:

“Era parte della nostra famiglia, testimone di nozze dei miei genitori, aveva un rapporto profondo con mia nonna Felicia”.

Con la sua morte, la Sicilia e l’Italia perdono una voce limpida e coraggiosa dell’antimafia, un educatore che ha trasformato il sapere in strumento di coscienza critica e un cittadino che ha fatto della libertà di parola la sua arma più potente.

Salvo Vitale se ne va, ma resta come simbolo di resistenza, memoria e dignità civile. Un’eredità che continuerà a vivere nelle scuole, nei movimenti, nella Casa Memoria e in ogni gesto quotidiano di chi sceglie di dire no alla mafia.