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Allerta e deterrenza – Come la sicurezza di Aviano diventa il nodo nucleare europeo

L’Italia rafforza la vigilanza antiterrorismo alla base Usa di Aviano: incendi sospetti, bombe B61 e geopolitica- La sicurezza di Aviano è cruciale per la strategia NATO.

23 Agosto 2025

Sergio Angrisano

La sicurezza di Aviano è tornata sotto i riflettori nel ferragosto del 2025, quando l’intelligence italiana ha segnalato un possibile tentativo di sabotaggio alla base militare statunitense situata in Friuli-Venezia Giulia. L’alert scattato tra fine luglio e inizio agosto è stato ritenuto abbastanza grave da attivare immediatamente il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dalla Prefettura di Pordenone. Le misure varate puntano a «garantire la massima tranquillità» attraverso un ampio dispiegamento di pattuglie, reparti anti-terrorismo e sorveglianza con droni, sebbene il livello di allerta resti fermo al grado “Bravo Plus“.

Le fonti locali e nazionali descrivono un quadro allarmante. Sarebbero stati appiccati piccoli incendi nei boschi circostanti alla base, senza però alcun intervento da parte dei Vigili del Fuoco, che non hanno confermato movimenti sospetti. In aggiunta, una donna è stata identificata mentre fotografava e filmava l’area, probabilmente per agevolare una pianificazione incendiaria o altri atti sabotatori.

Alcune indiscrezioni attribuiscono la matrice dell’allerta a possibili mandanti russi, inserendo lo scenario nel contesto delle tensioni attorno alla guerra in Ucraina e ai negoziati svoltisi tra Usa e Russia in Alaska. Non mancano ipotesi circa il coinvolgimento del movimento pacifista italiano No Base, anche se non risultano precedenti d’azione diretta contro Aviano.


La struttura strategica della base

La base aerea di Aviano, attiva dal 1911 e utilizzata dalla USAF dal 1954, ospita attualmente il 31st Fighter Wing con i 510th e 555th Fighter Squadrons, operanti con F-16 Fighting Falcons. È sotto comando dell’Aeronautica Militare italiana, che ne garantisce la sovranità operativa e l’attuazione degli accordi bilaterali.

Strategicamente, rappresenta una delle basi Usa più importanti in Europa, cruciale sia per le operazioni NATO nel Mediterraneo e nell’Europa sud-orientale, sia per la capacità di deterrenza nucleare.


La sicurezza Aviano nel contesto NATO

Il rafforzamento della sicurezza di Aviano è parte di una strategia di deterrenza nucleare, che vede l’Italia ospitare, insieme a Ghedi, arsenali di bombe atomiche tattiche statunitensi nel regime di nuclear sharing NATO.

Il sistema WS3 di stoccaggio sotterraneo (Weapon Storage and Security System) mantiene le B61 in bunkers altamente protetti comunicanti con gli hangar dei velivoli.


I numeri e la natura delle B61

Le B61 sono bombe nucleari americane di tipo tattico-strategico, aggiornate nel modello B61-12, dotate di guida di precisione e potenza variabile. In Italia, si stima che ne siano dislocate 50 ad Aviano e 20-40 a Ghedi, sebbene alcune fonti parlino di cifre più contenute, come 20-30 ad Aviano e 10-15 a Ghedi.

Secondo altri report, le basi custodirebbero tra le 35 e fino a 90 B61 ripartite tra Aviano e Ghedi. La potenza massima della B61-12 può raggiungere fino a 1.250 kilotoni, ossia circa 83 volte la bomba di Hiroshima.


Reazioni pacifiste e contesto storico

La presenza di testate nucleari in Italia ha scatenato proteste da parte di movimenti pacifisti e interrogazioni parlamentari. In particolare, il deputato Devis Dori e associazioni criticano la violazione del Trattato di Non Proliferazione (TNP), denunciando l’assenza di trasparenza e i rischi civili in caso di incidente.

La base di Ghedi, in zona sismica, è stata oggetto di attenzione mediatica anche per i potenziali rischi ambientali. Le esercitazioni “Steadfast Noon” confermano la preparazione congiunta italiana americana per l’utilizzo delle testate.


Geopolitica e impatto locale

In un contesto segnato dal conflitto russo – ucraino che sta destabilizzando l’occidente, l’ Italia ha risposto elevando l’attenzione sulle proprie basi strategiche, in particolare ha provveduto al potenziamento della sorveglianza alla base di Aviano.

Nel periodo dell’allerta, tra il 18 e il 21 agosto 2025, la base ha condotto intensi voli di addestramento notturni, con F-16 ed elicotteri HH-60, su suolo e mare regionali, aumentando il livello di attività militare e riflettendo l’operatività continua nonostante la tensione.


La sicurezza Aviano non è un semplice tema di attualità, ma rappresenta un crocevia tra deterrenza nucleare, geopolitica internazionale e insicurezze locali. La base si conferma fulcro della difesa NATO, in un Paese che dal dopoguerra ospita forze straniere pur preservando la propria sovranità.

Le misure straordinarie attivate in risposta a segnali di sabotaggio, reale o potenziale, testimoniano la gravità della minaccia percepita e la necessità di proteggere infrastrutture critiche in un contesto di instabilità globale.



Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore