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Coordinatore arrestato a Rimini per sabotaggio Nord Stream

Un cittadino ucraino, considerato uno dei coordinatori dell’attentato del 26 settembre 2022, è stato arrestato in provincia di Rimini. E’ in programma l’estradizione in Germania.

23 Agosto 2025

Sergio Angrisano

Nella notte tra il 20 e il 21 agosto 2025 i Carabinieri della provincia di Rimini hanno arrestato Serhii K., cittadino ucraino di 49 anni, sospettato di aver avuto un ruolo di coordinamento nel sabotaggio Nord Stream. L’arresto è avvenuto a San Clemente, nei pressi di Misano Adriatico, dove l’uomo si trovava in vacanza con la famiglia. L’operazione è stata eseguita sulla base di un mandato di arresto europeo emesso il 18 agosto dalla Corte Federale di Giustizia tedesca, su richiesta della Procura federale di Karlsruhe.

Secondo gli inquirenti, Serhii K. avrebbe preso parte alla pianificazione dell’attacco che il 26 settembre 2022 danneggiò tre dei quattro gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2 nel Mar Baltico, vicino all’isola di Bornholm.

L’indagine tedesca ricostruisce che il commando, composto da sei persone, utilizzò uno yacht noleggiato a Rostock con documenti falsi per trasportare e collocare gli esplosivi. Pur non essendo un subacqueo, Serhii K. avrebbe svolto funzioni di supporto e coordinamento logistico, contribuendo all’organizzazione del sabotaggio Nord Stream. Le accuse a suo carico includono cospirazione, distruzione di infrastrutture strategiche, sabotaggio anticostituzionale e uso di esplosivi. Dopo il fermo, è stata avviata la procedura di estradizione verso la Germania, dove comparirà davanti al giudice istruttore della Corte Federale. Si tratta del primo arresto direttamente collegato all’attacco, rimasto avvolto dal mistero per mesi e oggetto di speculazioni internazionali.

Le esplosioni del 2022 sono considerate uno dei più gravi episodi di sabotaggio a infrastrutture energetiche europee dalla Seconda guerra mondiale, con pesanti conseguenze per la sicurezza energetica dell’UE. Le indagini condotte da Svezia e Danimarca si sono chiuse nel febbraio 2024 senza individuare responsabili, mentre la Germania ha proseguito l’inchiesta, ipotizzando il coinvolgimento di ambienti militari e di intelligence ucraini nella logistica dell’operazione.

Secondo media internazionali come il Wall Street Journal e il Financial Times, il piano di attacco sarebbe stato inizialmente approvato dal presidente Volodymyr Zelensky, salvo un successivo ordine di sospensione a seguito di un avvertimento della CIA. Un alto ufficiale militare ucraino avrebbe comunque autorizzato l’esecuzione. Kiev e Washington hanno sempre negato un coinvolgimento ufficiale, mentre Mosca ha accusato fin da subito Stati Uniti e Ucraina, senza presentare prove concrete. L’arresto di Serhii K. a Rimini potrebbe aprire nuovi scenari investigativi e geopolitici, gettando luce su uno dei casi più controversi degli ultimi anni legato al sabotaggio Nord Stream.

 

Cos’è il Nord Stream?

Il Nord Stream è un sistema di gasdotti sottomarini che trasporta gas naturale dalla Russia direttamente alla Germania attraverso il Mar Baltico, bypassando i Paesi di transito tradizionali come Ucraina, Polonia e Bielorussia.

È composto da due linee principali:

  • Nord Stream 1, entrato in funzione nel 2011, con una capacità di circa 55 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

  • Nord Stream 2, completato tecnicamente nel 2021 ma mai entrato in esercizio commerciale a causa delle tensioni geopolitiche e delle sanzioni successive all’invasione russa dell’Ucraina nel 2022.

Il gasdotto parte da Vyborg, in Russia, e arriva a Greifswald, in Germania, per una lunghezza di circa 1.200 km. È considerato strategico per l’approvvigionamento energetico europeo, ma anche controverso dal punto di vista politico: diversi Paesi dell’UE e gli Stati Uniti lo hanno criticato sostenendo che aumentasse la dipendenza energetica dell’Europa dalla Russia.

Il 26 settembre 2022 tre dei quattro tubi di Nord Stream 1 e 2 sono stati gravemente danneggiati da esplosioni sottomarine vicino all’isola danese di Bornholm: un atto di sabotaggio che ha suscitato un grande caso internazionale e tuttora oggetto di indagini.



Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore