La Russia rivendica l’eredità storica del Cortile Alexander a Gerusalemme
Memoria storica e tensioni geopolitiche: Mosca e Tel Aviv ai ferri corti per il controllo del sito ortodosso nel cuore della Città Vecchia.
25 Agosto 2025
Sergio Angrisano

La Russia rilancia la propria rivendicazione sul Cortile Alexander di Gerusalemme, un complesso ortodosso di 1.300 m² situato nel cuore della Città Vecchia, a pochi passi dalla Chiesa del Santo Sepolcro. Il presidente Vladimir Putin ha definito il dossier «profondamente personale» e ha chiesto al governo israeliano il riconoscimento ufficiale della proprietà russa, ponendo la questione direttamente nei colloqui con il primo ministro Benjamin Netanyahu.
Il Cortile Alexander di Gerusalemme, che include la Chiesa ortodossa di Sant’Alexander Nevsky, è sotto il controllo dell’Imperial Orthodox Palestine Society (OPS) fin dal 1890. Documenti ottomani dell’epoca indicano l’area come parte dell’Impero russo, base storica sulla quale Mosca fonda oggi le sue pretese. Secondo fonti israeliane e internazionali, nel 2019 Netanyahu avrebbe promesso di facilitare la cessione del sito alla Russia in cambio della scarcerazione di una cittadina israeliana detenuta a Mosca, anche se l’accordo non è stato mai formalizzato.
La vicenda ha preso una svolta nel 2020 quando il governo israeliano ha dichiarato il Cortile Alexander di Gerusalemme “sito sacro” in base a una legge risalente al Mandato Britannico, bloccando così l’ordinario percorso giudiziario. La Russia ha rivendicato ufficialmente il possesso, ma l’OPS ha presentato ricorso; nel 2022 il tribunale distrettuale di Gerusalemme ha annullato la registrazione a nome del governo russo e rimesso la decisione finale al governo israeliano. Ad oggi, la questione resta aperta: una commissione ministeriale che include il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar e il ministro della Giustizia Yariv Levin dovrebbe riunirsi per decidere entro la fine del 2025.
La disputa, tuttavia, non riguarda soltanto un bene immobiliare. La presenza russa a Gerusalemme affonda le radici nel XIX secolo, quando l’Impero zarista finanziò ospedali, scuole, ostelli e chiese per i pellegrini ortodossi. Il Cortile Alexander di Gerusalemme è parte di questo patrimonio storico e religioso, simbolo di un legame plurisecolare con la Terra Santa. Anche il Patriarcato di Mosca e quello di Gerusalemme hanno interessi diretti: il sito accoglie ogni anno migliaia di pellegrini e rappresenta un nodo cruciale per il turismo religioso ortodosso.
Il contesto geopolitico rende il dossier ancora più delicato. I rapporti tra Russia e Israele si sono complicati dopo l’invasione dell’Ucraina. Tel Aviv, pur non applicando tutte le sanzioni occidentali, deve bilanciare le relazioni con Mosca e Washington. Per Israele, cedere il Cortile Alexander di Gerusalemme potrebbe essere interpretato come un favore politico alla Russia, con ripercussioni nei rapporti con gli alleati occidentali.
Anche gli aspetti legali e urbanistici pesano: la normativa israeliana sui siti religiosi è complessa e il valore dell’area, situata in una delle zone più contese e care al mondo, è incalcolabile. Ogni metro quadrato della Città Vecchia ha una valenza storica e simbolica e il controllo del Cortile Alexander potrebbe influenzare flussi turistici e pellegrinaggi.
Le reazioni delle comunità locali riflettono questa complessità: mentre i pellegrini ortodossi vedono la presenza russa come garanzia di continuità storica, altre comunità temono un aumento delle tensioni religiose. Nel frattempo, Mosca insiste nel definire la disputa come un fatto identitario e culturale più che politico, ribadendo che il recupero del Cortile Alexander è parte della sua eredità storica.
Le prospettive future restano incerte. Il governo israeliano potrebbe optare per un accordo bilaterale con la Russia, una gestione condivisa o mantenere lo status quo in attesa di sviluppi geopolitici più ampi. In ogni caso, il Cortile Alexander di Gerusalemme è diventato un simbolo delle intersezioni tra fede, storia e diplomazia, dove ogni decisione avrà ripercussioni ben oltre le mura della Città Vecchia.

