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Merz e von der Leyen tra riforme e crisi – Lo stato sociale insostenibile scuote l’UE

Il cancelliere Merz invoca una revisione del welfare tedesco, mentre von der Leyen difende l’accordo commerciale con gli USA. Equilibrio o crisi per l’Europa?

27 Agosto 2025

Sergio Angrisano

Il dibattito politico europeo si accende dopo le recenti dichiarazioni del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha definito il sistema di welfare tedesco “finanziariamente insostenibile” e ha annunciato la necessità di una profonda revisione a partire dall’autunno.

Nel corso di un congresso regionale della CDU a Osnabrück, Merz ha sottolineato che l’invecchiamento della popolazione, l’aumento della disoccupazione, le spese legate ai flussi migratori e il sostegno finanziario all’Ucraina mettono sotto pressione il bilancio federale. La frase sullo “stato sociale insostenibile” ha scatenato reazioni contrastanti: la CDU e parte degli industriali chiedono una riforma strutturale, mentre la SPD e le associazioni di settore, come il Deutscher Paritätischer Wohlfahrtsverband, hanno definito la posizione di Merz “fuorviante e falsa”, citando studi dell’IMK secondo cui la spesa sociale tedesca (circa il 27% del PIL) non supera la media dei principali Paesi UE. La questione si intreccia con le nuove politiche di spesa straordinaria approvate dal governo tedesco, che hanno già modificato il “freno al debito” per finanziare difesa e infrastrutture.

A Bruxelles la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen difende il recente accordo commerciale con Washington, firmato a luglio, che introduce un tetto unico ai dazi UE-USA e scongiura una potenziale guerra commerciale. Secondo Von der Leyen, «solo Mosca e Pechino avrebbero esultato di fronte al fallimento dell’accordo», ma diversi osservatori e leader europei, come l’ungherese Orbán, hanno criticato il compromesso come troppo sbilanciato a favore degli Stati Uniti.

La combinazione tra le proposte di riforma di Merz e le scelte strategiche della Commissione mette in luce il difficile equilibrio dell’Europa tra la necessità di sostenere l’economia interna e le pressioni geopolitiche globali.

L’idea di uno stato sociale insostenibile, pur contestata da vari esperti, riflette le sfide di lungo periodo per il modello sociale europeo, nato in un contesto di crescita e stabilità, ma oggi chiamato a confrontarsi con nuove crisi energetiche, demografiche e di sicurezza. Resta da vedere se la riforma annunciata da Merz e le politiche della Von der Leyen riusciranno a rafforzare l’UE o se, come paventano i critici, accelereranno una fase di tensione interna e disaffezione dei cittadini verso le istituzioni europee.



Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore