Esodo inevitabile da Gaza City – Israele intensifica l’offensiva, chiese rifiutano l’evacuazione
L’IDF definisce l’evacuazione “inevitabile” mentre i civili fuggono, operatori sanitari lanciano appelli e la comunità cristiana resta sulle barricate.
28 Agosto 2025
Sergio Angrisano

Israele ha definito inevitabile l’evacuazione di Gaza City, principale centro urbano della Striscia, in vista di una nuova offensiva militare.
Il portavoce dell’IDF Avichay Adraee ha dichiarato su X che
“ogni famiglia che si trasferirà a sud riceverà i più generosi aiuti umanitari, attualmente in fase di preparazione”,con tende e infrastrutture per la distribuzione di acqua e assistenza.

Secondo Reuters, i carri armati israeliani hanno raggiunto il quartiere di Ebad-Alrahman, a nord di Gaza City, distruggendo abitazioni e spingendo migliaia di civili alla fuga. La crisi umanitaria si aggrava: l’ONU parla di fame conclamata con oltre 313 decessi per inedia, di cui 119 bambini, mentre 6.000 camion di aiuti restano bloccati al confine. Un portavoce dell’Alto Commissariato per i diritti umani ha ammonito che se l’offensiva su Gaza City proseguirà “tutta la speranza sarà perduta”.
Nella Cisgiordania occupata si registra un’escalation parallela: l’ONU denuncia quasi 1.000 palestinesi uccisi e oltre 42.000 sfollati dall’ottobre 2023 a causa di operazioni militari, demolizioni e attacchi dei coloni.

A Gaza la pressione bellica colpisce anche le comunità cristiane: i Patriarchi greco-ortodosso Teofilo III e cattolico Pierbattista Pizzaballa hanno dichiarato che il clero nelle chiese di San Porfirio e della Sacra Famiglia “non abbandonerà” i rifugiati che vi si trovano, nonostante l’ordine di evacuazione. Gli edifici, che ospitano anziani e famiglie vulnerabili, restano simboli di resistenza civile. Sul fronte sanitario, l’OHCHR e diverse organizzazioni indipendenti denunciano oltre 1.580 operatori sanitari uccisi dal 7 ottobre 2023, con ospedali distrutti, ambulanze rese inutilizzabili e medici presi di mira anche nelle proprie abitazioni: dati che sollevano il sospetto di crimini di guerra. La morte del cardiologo Marwan Sultan all’Indonesia Hospital, riportata dal New Yorker, è solo uno degli ultimi episodi di una catena di violenze che hanno decimato il personale sanitario.
La situazione in Medio Oriente resta quindi esplosiva: l’evacuazione di Gaza City rischia di trasformarsi in un esodo forzato di massa, mentre il conflitto continua a mietere vittime civili, ad alimentare polemiche internazionali e a sollevare interrogativi sulla responsabilità delle potenze coinvolte.

