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San Carlo Napoli – Scontro De Luca–Manfredi. Ricorsi e accuse istituzionali

Una finta tregua copre un conflitto profondo: Manfredi e De Luca si fronteggiano sulla nomina del sovrintendente del San Carlo.

30 Aprile 2025

Sergio Angrisano 

Il San Carlo di Napoli, la più antica fondazione lirica d’Europa, da mesi è privo di una guida e si è trasformato in un campo di battaglia politico e istituzionale che travalica i confini culturali. La nomina del sovrintendente Fulvio Adamo Macciardi, riconfermata due volte dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, ha acceso un duro scontro tra Regione e Comune, con Vincenzo De Luca e Gaetano Manfredi schierati su fronti opposti. Da cinque mesi il teatro è senza direzione stabile, e il vuoto in platea diventa simbolo di una regia politica mancata.

 

De Luca ha attaccato frontalmente il sindaco parlando di “vergogna istituzionalmente ” e annunciando un’“operazione verità” che porti chiarezza sulla gestione, affiancando accuse di paralisi amministrativa a promesse di nuovi fondi regionali destinati al San Carlo.

Manfredi, da parte sua, ha scelto un profilo basso, ma una strategia legale aggressiva, impugnando non solo la prima nomina,  ma anche il cosiddetto “decreto bis” di fine agosto, contestando la validità delle riunioni del Consiglio di indirizzo e accusando il Ministero di forzature procedurali.

Due sono i binari giudiziari aperti: al Tar, che si pronuncerà a breve dopo i motivi aggiuntivi presentati dal Comune e al tribunale civile, dove il giudice Francesco Paolo Feo è chiamato a valutare la regolarità delle sedute consiliari del 4 e del 26 agosto.

I consiglieri nominati da Regione e Ministero – Nicoletti, Faraone Mennella e Realfonzo – spingono affinché la Fondazione convochi il Consiglio di indirizzo, accusando il sindaco di bloccare la ratifica della nomina.

Sullo sfondo emerge anche la denuncia per presunto falso in bilancio del 2023, rilanciata dall’assessore Realfonzo, che inasprisce ulteriormente il clima di scontro.

Il risultato è che il San Carlo Napoli, più che il tempio della musica, diventa arena politica e riflesso di un conflitto che non si placa, nonostante una finta tregua di facciata legata alla nomina del futuro governatore. Dietro la cortina diplomatica, infatti, resta intatta la frattura tra De Luca e Manfredi: non c’è intesa su nulla, né sul metodo di governo né sulla visione della città. E mentre il Tar e il tribunale sono chiamati a dirimere la contesa, il teatro resta senza guida, ostaggio di una guerra istituzionale che priva Napoli di una delle sue voci più antiche e prestigiose.



Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore