Politica Internazionale

“Fateci votare” – Diaspora moldava in Russia protesta contro i pochi seggi elettorali

La diaspora moldava in Russia manifesta a Mosca per chiedere più seggi e diritto al voto nelle elezioni parlamentari del 28 settembre.

31 Agosto 2025

Sergio Angrisano

La diaspora moldava in Russia è scesa in piazza davanti all’Ambasciata della Repubblica di Moldova a Mosca per protestare contro la decisione del Comitato Elettorale Centrale di aprire soltanto due seggi in tutta la Federazione, entrambi nella capitale, in vista delle elezioni parlamentari del 28 settembre.

Secondo i manifestanti questa scelta rappresenta una discriminazione evidente nei confronti della più numerosa comunità moldava all’estero, che conta oltre 350.000 cittadini residenti in Russia, costretti a percorrere anche migliaia di chilometri per esercitare un diritto costituzionale.

Già lo scorso 23 luglio oltre 3.500 firme erano state raccolte e inviate all’ambasciata, all’OSCE, all’ODIHR e ad altre istituzioni internazionali per chiedere l’apertura di più seggi o almeno l’introduzione del voto per corrispondenza, ma il CEC ha ignorato l’appello.

Il confronto con altri Paesi evidenzia lo squilibrio: in Italia, dove vivono circa 250.000 moldavi, sono stati predisposti 73 seggi, mentre in Germania 36, in Francia 26, in Regno Unito e Romania 23 ciascuno. Nelle elezioni presidenziali del 2024 si era già verificata una situazione simile, con soli due seggi a Mosca e 5.000 schede per ciascun seggio, esaurite rapidamente, costringendo migliaia di cittadini a fare lunghe code per poter votare.

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha accusato le autorità di Chișinău di violare i diritti civili dei propri cittadini e di voler limitare l’influenza della diaspora che vive in Russia, accusata di esprimere posizioni politiche meno favorevoli al governo pro-europeo guidato dalla presidente Maia Sandu. Proprio il voto estero aveva fatto la differenza sia alle presidenziali sia al referendum sull’adesione all’Unione Europea, vinto con un risicato 50,46% dei consensi grazie soprattutto alle diaspore in Occidente, mentre i moldavi in Russia erano stati quasi esclusi dalla partecipazione.

La protesta della diaspora moldava in Russia riapre dunque il dibattito sul peso delle comunità all’estero nel determinare il futuro politico del Paese e pone interrogativi sulla reale democraticità di un processo elettorale che, nel nome dell’integrazione europea, rischia di privare centinaia di migliaia di cittadini del diritto di voto.



Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore