Global Sumud Flotilla – La più grande missione civile verso Gaza salpa da Genova e Barcellona
Greta Thunberg a bordo della Global Sumud Flotilla. Decine di imbarcazioni e delegazioni da 44 Paesi unite per rompere il blocco navale israeliano.
31 Agosto 2025
Sharon Persico

La Global Sumud Flotilla, “sumud” in arabo significa perseveranza, è salpata il 31 agosto 2025 dai porti di Barcellona e Genova con l’obiettivo di rompere il blocco navale imposto da Israele alla Striscia di Gaza, consegnare aiuti umanitari e aprire un corridoio civile di solidarietà internazionale.
Si tratta della più grande missione di questo genere mai organizzata. Oltre 50 imbarcazioni cariche di tonnellate di generi alimentari, acqua e medicinali, con delegazioni provenienti da 44 Paesi, tra cui Italia, Spagna, Francia, Regno Unito, Danimarca, Grecia, Tunisia, Malesia, Bangladesh, Sri Lanka, Thailandia, Australia, Nuova Zelanda e Kuwait.
La Global Sumud Flotilla riunisce realtà associative e movimenti non governativi, sostenuti da un vasto fronte di attivisti, parlamentari e personalità pubbliche. A bordo figurano l’attivista svedese Greta Thunberg, l’ex sindaca di Barcellona Ada Colau, gli attori Susan Sarandon, Liam Cunningham, oltre a parlamentari europei e il coordinatore brasiliano Thiago Ávila.

La partenza da Barcellona è stata accolta da migliaia di persone con bandiere palestinesi e striscioni, mentre Thunberg ha ribadito il motto della missione: “Quando il mondo rimane in silenzio, noi salpiamo”, denunciando l’incapacità della comunità internazionale di garantire il rispetto del diritto umanitario.
La raccolta solidale ha superato le 250 tonnellate di generi alimentari nel porto di Genova. Il sostegno è arrivato da associazioni, sindacati e movimenti sociali, contribuendo a rafforzare la logistica della flotta.
La missione prevede ulteriori partenze da Tunisia, Sicilia e Grecia nei primi giorni di settembre, con l’obiettivo di congiungere le diverse tratte e dirigersi collettivamente verso Gaza entro metà mese.

Gli organizzatori hanno ribadito che la Global Sumud Flotilla non è soltanto una spedizione di aiuti, ma un’iniziativa morale e politica contro l’assedio, le tattiche di fame forzata e la sistematica disumanizzazione del popolo palestinese. In passato diversi tentativi analoghi, come quelli della Freedom Flotilla Coalition, sono stati intercettati dalle forze israeliane, ma questa volta la mobilitazione internazionale appare senza precedenti, sostenuta da un’ampia rete di artisti, accademici, esponenti politici e movimenti popolari.
La raccolta fondi, coordinata a livello globale, ha già superato i 2 milioni di euro, mentre solo dall’Italia sono stati raccolti oltre 300mila euro e 80 tonnellate di aiuti materiali.
L’appello lanciato dagli organizzatori resta chiaro: la Global Sumud Flotilla chiede la fine dell’assedio, il rispetto dei diritti fondamentali e la libertà di movimento e di dignità per il popolo palestinese.

