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NATO tallona un sottomarino russo per due giorni nel Mare di Norvegia

Forze della Gran Bretagna, Stati Uniti e Norvegia hanno lanciato un’operazione reale, non un’esercitazione, durata quasi 48 ore nel Mare di Norvegia.

1 Settembre 2025

Esmeralda Mameli

La NATO ha inseguito un sospetto sottomarino russo nel Mare di Norvegia per quasi 48 ore, in un’operazione iniziata domenica 24 agosto 2025 e confermata come reale dal Ministero della Difesa britannico, che ha precisato non si trattasse di un’esercitazione.

All’operazione hanno partecipato aerei antisommergibile P-8A Poseidon delle forze aeree britanniche, statunitensi e norvegesi, affiancati dalla fregata HMS Somerset, specializzata nella guerra subacquea, con l’obiettivo di intercettare un’unità russa che, secondo fonti di intelligence, avrebbe rappresentato una minaccia per il gruppo navale guidato dalla portaerei USS Gerald R. Ford.

Secondo il quotidiano britannico The Sun e altre testate specializzate come The Aviationist, The Barents Observer e Army Recognition, la ricerca si è sviluppata attraverso almeno 27 sortite aeree, di cui otto condotte dalla Royal Air Force con base a Lossiemouth e tre dalla Norvegia da Evenes, mentre numerosi velivoli statunitensi hanno operato da basi in Islanda e Sicilia. Gli aerei Poseidon, equipaggiati con sensori avanzati, boe acustiche e armati di siluri, hanno effettuato missioni spesso a transponder spento per mantenere il massimo riserbo, concentrandosi sulle aree strategiche a nord-ovest delle isole Lofoten.

L’intensità e la durata delle operazioni, oltre alla mobilitazione di assetti navali e aerei di primo livello, dimostrano la volontà della NATO di contrastare in modo diretto i movimenti sottomarini russi nell’area e di proteggere la portaerei statunitense e il suo gruppo di battaglia. A rafforzare la preoccupazione dell’Alleanza è stata anche la notizia che, nello stesso periodo, tutti e tre i sottomarini nucleari d’attacco della classe Yasen della Flotta del Nord russa — Severodvinsk, Kazan e Arkhangelsk — avevano lasciato contemporaneamente i loro porti, come rivelato da analisi satellitari. Nonostante l’imponente spiegamento di forze, al momento non è arrivata alcuna conferma ufficiale sull’effettivo rintracciamento del sottomarino russo. Il Ministero della Difesa britannico ha mantenuto il massimo riserbo sui risultati e sui dettagli dell’operazione, lasciando aperti interrogativi sulle reali capacità di penetrazione della flotta subacquea di Mosca e sulle tensioni crescenti nelle acque strategiche del Nord Atlantico.