Sottomarini Yasen-M russi sorprendono la US zone: Allarme dei servizi segreti americani
L’improvviso dispiegamento di sottomarini nucleari multipurpose Yasen-M nella regione artica suscita forte preoccupazione al Pentagono
1 Settembre 2025
Sergio Angrisano

I servizi segreti americani hanno espresso forte preoccupazione per l’apparizione improvvisa dei sottomarini Yasen-M russi nella zona artica, in prossimità della Groenlandia e del Mare di Barents, aree considerate parte della responsabilità strategica degli Stati Uniti.
Si tratta di unità di ultima generazione, tra cui il Severodvinsk, il Kazan e l’Arkhangelsk, che risultano assenti dalla base russa di Zapadnaya Litsa dalla fine di agosto 2025. Secondo fonti aperte e conferme giornalistiche, il loro dispiegamento ha spinto la NATO ad avviare una delle più imponenti operazioni antisommergibile dalla fine della Guerra Fredda, con numerosi sorvoli di P-8 Poseidon americani, norvegesi e britannici incaricati di proteggere il gruppo aeronavale della USS Gerald R. Ford, posizionata nel Mare di Norvegia. L’episodio ha fatto crescere il livello di tensione strategica, con un’attenzione particolare al ruolo dei sottomarini Yasen-M, considerati tra i più avanzati al mondo.
Questi battelli a propulsione nucleare, appartenenti al progetto 885M, sono dotati di sofisticati sistemi sonar, elevata capacità di furtività e un arsenale che comprende missili da crociera Kalibr e, secondo indiscrezioni, anche missili ipersonici Zircon.
Tale combinazione, difficilmente intercettabile e capace di colpire obiettivi a lunga distanza, è definita dagli analisti un vero incubo per il Pentagono. La comparsa dei sottomarini Yasen-M nell’area non è stata annunciata e ha colto di sorpresa Washington, che considera questo dispiegamento una chiara mossa geopolitica russa.
Questo schieramento può essere letto come risposta alle manovre americane nel Mare di Barents, dove sottomarini nucleari USA erano stati recentemente posizionati su ordine politico. Pur non essendoci conferme ufficiali su questo collegamento, resta il fatto che la simultanea presenza dei tre Yasen-M in mare rafforza il messaggio di deterrenza inviato da Mosca.
La regione artica si conferma uno dei punti nevralgici delle tensioni tra Russia e NATO: gli studi internazionali sottolineano che, pur essendo finora prevalsa una relativa stabilità, operazioni come questa rischiano di trasformare la zona in un nuovo teatro di confronto strategico.
L’allarme sollevato dal Pentagono dimostra come il potenziale dei sottomarini Yasen-M rappresenti non solo una minaccia tattica immediata, ma anche un segnale politico che ribadisce la capacità di Mosca di portare la propria forza navale vicino al cuore delle rotte e delle infrastrutture occidentali. La sfida per gli Stati Uniti e per l’Alleanza Atlantica è ora mantenere il controllo senza alimentare un’escalation che potrebbe destabilizzare ulteriormente gli equilibri dell’Artico.

