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Scade oggi l’ultimatum di Trump – Niente incontro Putin-Zelensky. L’Ue parla solo di riarmo

Il conto alla rovescia di Trump termina: zero passi avanti sul tavolo di pace, l’Unione insiste sul rafforzamento militare.

2 settembre 2025

Esmeralda Mameli

Il conto alla rovescia è scaduto: l’ultimatum di Trump scade oggi senza alcun incontro tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, nonostante i proclami di speranza e gli impegni annunciati solo due settimane fa.

Il Presidente degli Stati Uniti aveva imposto un termine di 15 giorni per sedere attorno a un tavolo e aprire un vero dialogo di pace, ma il risultato è sotto gli occhi di tutti: nessun passo avanti, nessuna intesa concreta.

Alla Casa Bianca, i leader europei tra cui Giorgia Meloni avevano mostrato sorrisi e strette di mano, ma la diplomazia si è presto dissolta in un nulla di fatto, come riportano fonti internazionali. Secondo quanto emerge da The Times, Trump avrebbe già iniziato a preparare il terreno per scaricare la responsabilità sugli altri attori, in particolare Kiev e Bruxelles, accusati di frenare qualsiasi apertura.

Mosca non conferma l’esistenza di un impegno diretto per un incontro con Zelensky e continua a dettare condizioni considerate umilianti per la controparte. Un tentativo parallelo è stato avviato dall’inviato speciale Steve Witkoff, che ha incontrato esponenti ucraini a New York cercando di mantenere viva la possibilità di un vertice, ma senza riuscire a smuovere davvero le posizioni sul campo.

L’Unione Europea resta ferma sulla linea del riarmo: Ursula von der Leyen ha ribadito che Bruxelles investirà miliardi per sostenere la resistenza ucraina, parlando di difesa e deterrenza più che di mediazione politica. Di fatto, il fallimento dell’iniziativa americana e l’assenza di un vero tavolo di trattativa alimentano la percezione di un conflitto destinato a prolungarsi, con il rischio concreto di un’ulteriore escalation. In questo scenario, l’ultimatum di Trump scade oggi diventa il simbolo di un’occasione mancata, di un tempo diplomatico che si esaurisce mentre la guerra continua a scrivere la sua cronaca di devastazione.