Minaccia USA al Venezuela -Navi, missili e “repubblica in armi”
Maduro denuncia “otto navi militari con 1.200 missili e un sottomarino” puntati contro Caracas. Washington afferma si tratti di un’operazione anti-droga
4 Settembre 2025
Sergio Angrisano
Il presidente venezuelano Nicolás Maduro, in una dichiarazione del 1 settembre 2025, ha denunciato la presenza di otto navi militari statunitensi con 1.200 missili e un sottomarino dirette verso il Paese sudamericano, definendo la situazione come la
“maggiore minaccia degli ultimi cento anni contro il continente sudamericano”.
Il leader di Caracas ha affermato che, in caso di attacco, il Venezuela passerebbe immediatamente alla lotta armata, dichiarando costituzionalmente la “Repubblica in armi” a difesa del territorio, della storia e del popolo.
Secondo il presidente venezuelano, si tratta di un piano statunitense per rovesciare il suo governo dopo anni di guerra ibrida e pressioni economiche. Washington, invece, sostiene che il dispiegamento navale serva a contrastare i cartelli della droga latinoamericani, tra cui il Tren de Aragua e il Cartel de los Soles, accusando Maduro di collusione con organizzazioni criminali, sebbene senza prove definitive.
Il rafforzamento militare statunitense comprende sette o otto navi da guerra, cacciatorpediniere a guida missilistica, un incrociatore, un sottomarino nucleare e unità anfibie con oltre 4.000 soldati e Marines. Caracas ha risposto mobilitando la milizia popolare e rafforzando la sorveglianza aerea e navale, denunciando anche violazioni del Trattato di Tlatelolco, che vieta armi nucleari in America Latina.
Il 2 settembre 2025, gli Stati Uniti hanno condotto uno strike navale contro un’imbarcazione sospettata di narcotraffico nel Mar dei Caraibi, operata secondo Washington dal gruppo Tren de Aragua. L’attacco ha causato undici morti e il video dell’operazione è stato diffuso dal presidente Trump come segnale deterrente. Questo episodio ha ulteriormente alimentato lo scontro diplomatico, trasformando la crisi in un potenziale punto di rottura per la stabilità regionale.
La minaccia USA Venezuela, come la definisce Maduro, si pone dunque tra due narrative contrapposte: il rischio percepito di un intervento strutturato per rovesciare il regime bolivariano e la giustificazione statunitense della lotta ai cartelli della droga.

