cronaca

Portale ancora attivo vende video rubati da case, studi medici e centri estetici

Una piattaforma web sul clear web offre in abbonamento immagini intime provenienti da videocamere private: l’oscuramento richiede l’intervento della Procura distrettuale di Venezia

8 Settembre 2025

Sergio Angrisano

È ancora operativo il portale web scoperto da Yarix, azienda trevigiana di cybersicurezza del gruppo Var Group, che offre in abbonamento migliaia di video rubati da videocamere private installate in abitazioni, centri estetici, studi medici e altri luoghi sensibili.

La piattaforma, accessibile dal clear web senza particolari competenze tecniche, funziona come un vero e proprio catalogo: organizza le immagini per locali, stanze, attività e persone, con tag e funzioni di ricerca avanzata.

Gli utenti possono visionare gratuitamente brevi estratti dei filmati, mentre l’accesso completo è gestito tramite un bot su Telegram e prevede pagamenti che vanno da 20 a 575 dollari, in base alla popolarità dei contenuti.

Alcuni video rubati hanno già superato le 20.000 visualizzazioni, a conferma di un fenomeno di ampia diffusione e difficile controllo.

Secondo le analisi di Yarix, il sito era attivo almeno da dicembre 2024 e ha raccolto materiali provenienti da oltre 2.000 videocamere collocate in vari Paesi, tra cui Francia, Germania, Russia, Ucraina, Messico e Argentina. In Italia, sono già stati identificati circa 150 video rubati, molti dei quali di natura intima, che mettono a serio rischio la privacy dei cittadini.

Il dominio risulta registrato alle isole Tonga, scelta che garantisce anonimato ai gestori e complica eventuali azioni legali internazionali.

Dopo la segnalazione al Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Venezia e l’avvio delle indagini della Polizia Postale, la Procura distrettuale di Venezia ha aperto un fascicolo: tuttavia l’oscuramento della piattaforma potrà avvenire solo al termine delle verifiche, una procedura che richiederà tempo e che potrebbe essere rallentata dall’emergere di ulteriori portali simili già individuati da Yarix.

Gli investigatori stanno valutando anche la natura dei contenuti, per comprendere se tutti i video rubati provengano da vittime inconsapevoli oppure se siano stati inseriti filmati costruiti ad hoc per aumentare i guadagni. Il caso ha messo in luce ancora una volta quanto l’uso di password banali, la mancanza di doppia autenticazione e il mancato aggiornamento dei sistemi di videosorveglianza aprano pericolose falle sfruttate dai cybercriminali



Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore