attualitàPolitica

Sardegna – Approvata la legge sul fine vita e suicidio medicalmente assistito

La Regione Sardegna diventa la seconda in Italia a regolamentare il suicidio assistito: tempi, procedure e possibili criticità alla luce della sentenza della Consulta del 2019

21 Settembre 2025

Sergio Angrisano

La Sardegna ha approvato la legge sul fine vita diventando la seconda regione in Italia, dopo la Toscana, a regolamentare il suicidio medicalmente assistito. Il Consiglio regionale ha votato con 32 sì, 19 no e un’astensione un testo ispirato alla proposta elaborata dall’associazione Luca Coscioni e presentata in più regioni italiane, con l’obiettivo di tradurre in norme applicative quanto stabilito dalla sentenza 242 del 2019 della Corte costituzionale, che aveva indicato i criteri di accesso all’aiuto a morire.

La nuova legge stabilisce che potranno accedere al percorso le persone affette da patologie irreversibili, in condizioni di sofferenza fisica o psicologica intollerabile, dipendenti da trattamenti di sostegno vitale e in grado di assumere decisioni libere e consapevoli.

Il paziente potrà presentare richiesta al Servizio sanitario regionale, che dovrà attivare una commissione multidisciplinare incaricata di valutare entro 20 giorni la sussistenza dei requisiti; successivamente sarà necessario il parere di un Comitato etico territorialmente competente.

Una volta conclusa la valutazione positiva, la Regione dovrà garantire l’accesso alla procedura entro 7 giorni, con un tempo massimo complessivo di 30 giorni dalla domanda. La legge prevede che il personale sanitario partecipi su base volontaria, riconoscendo dunque la possibilità di obiezione di coscienza, mentre le spese saranno interamente a carico del sistema sanitario pubblico.

Il provvedimento si colloca in un quadro normativo ancora privo di una legge nazionale e per questo, come già avvenuto per la Toscana, non si esclude che il Governo possa impugnare la legge davanti alla Corte costituzionale. Restano aperti alcuni nodi pratici: dalla reale disponibilità dei medici a prestare il proprio supporto, alla capacità delle commissioni di rispettare i tempi fissati, fino al rischio di disparità territoriali nell’applicazione della norma.

Con questa approvazione la Sardegna compie un passo importante sul terreno dei diritti civili, offrendo procedure e tempi certi a chi, nelle condizioni previste, sceglie di ricorrere al suicidio medicalmente assistito. Si tratta di una scelta destinata a riaprire il dibattito nazionale e a spingere il Parlamento a colmare il vuoto legislativo con una legge quadro valida per tutto il Paese, garantendo così uniformità e pari dignità nell’accesso a un diritto che tocca la sfera più intima dell’autodeterminazione umana.



Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore