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Crimini contro l’umanità – Sindacati di polizia denunciano Pfizer, Von der Leyen e l’EMA

Tre sindacati delle forze dell’ordine italiani accusano i vertici UE e pharma di reati gravissimi legati al vaccino Comirnaty

21 Novembre 2025

Esmeralda Mameli 

Una denuncia storica è stata depositata in Italia da tre sindacati delle forze dell’ordine — OSA Polizia, OSA APS (Operatori Sicurezza Associati) e il Sindacato Finanzieri Democratici (S.F.D.) — contro figure chiave della Commissione Europea, dell’EMA e di Big Pharma. Tra gli indagati compaiono Ursula von der Leyen, Albert Bourla (CEO di Pfizer), Emer Cooke (direttrice EMA) e altri nomi di rilievo. Secondo gli esponenti sindacali, le responsabilità sarebbero pesanti e di portata internazionale.

L’atto di denuncia, predisposto con l’assistenza legale dell’Associazione Avvocati Liberi, contesta una serie di reati. Secondo il documento, si tratterebbe non solo di corruzione, frode nelle forniture pubbliche, frode in commercio, false dichiarazioni, falso ideologico, lesioni e perfino omicidio, ma anche di somministrazione di medicinali guasti o pericolosi per la salute pubblica.

I firmatari evocano, addirittura, il concetto di “crimini contro l’umanità”, definendo le condotte come di portata universale: secondo loro, i denunciati avrebbero agito consapevolmente nell’autorizzazione, nella produzione, nella distribuzione e nella somministrazione del vaccino Comirnaty (Tozinameran) di Pfizer-BioNTech, ignorando o occultando la reale mole di effetti avversi.

Al centro della denuncia vengono citate migliaia di pagine documentali: i “Pfizer Papers”, ovvero la documentazione interna di Pfizer desecretata dopo azioni legali. I denuncianti sostengono che da quei documenti emergerebbero decine di migliaia di segnalazioni di eventi avversi, compresi casi gravi, miocarditi, pericarditi, lesioni neurologiche e persino decessi.

Un contributo tecnico-scientifico fondamentale alla denuncia è quello del dottor Gabriele Segalla, chimico e perito, che ha presentato analisi sui nanolipidi (LNP) utilizzati nei vaccini mRNA. Secondo Segalla, tali nanoparticelle lipidiche avrebbero proprietà tossicologiche e immuno-stimolatorie preoccupanti e in alcune sue pubblicazioni viene contestata la mancanza di test di genotossicità, cancerogenicità o sicurezza adeguati.

Dalla denuncia emerge anche il vissuto delle persone: i sindacati parlano di “centinaia di migliaia di cittadini” che avrebbero sofferto per la campagna vaccinale, non solo per effetti fisici avversi, ma anche per conseguenze sociali ed economiche (perdita del lavoro, discriminazioni, esclusioni).

L’obiettivo dichiarato non è soltanto quello di ottenere giustizia su casi individuali, ma anche di avviare una riflessione istituzionale e pubblica sui meccanismi dell’“emergenza” vaccinale, sulla trasparenza delle decisioni delle istituzioni europee e sulla responsabilità delle aziende farmaceutiche.

Va detto, tuttavia, che non tutte le affermazioni contenute nella denuncia sono incontestate: ad esempio, il tema delle “1.223 morti nei primi 90 giorni” dai documenti Pfizer è stato già oggetto di fact-checking: secondo l’AAP – Australian Associated Press – quel numero non implica necessariamente un nesso diretto di causalità tra vaccino e decesso, ma rappresenta segnalazioni raccolte in un periodo di farmacovigilanza, senza prove certe che tutte le morti siano dovute al siero.

D’altra parte, Pfizer stessa ha riconosciuto alcuni rischi noti: ad esempio, in un suo comunicato ufficiale l’azienda ammette che la miocardite è una reazione molto rara, ma possibile dopo la somministrazione di Comirnaty, soprattutto nei giovani maschi entro 14 giorni dalla seconda dose.

In termini giuridici, l’esposto, secondo quanto riportato, è stato depositato in una Procura italiana, anche se il luogo esatto rimane riservato, secondo i denuncianti, per evitare pressioni su chi dovrà indagare.

La denuncia è già stata rilanciata su vari canali di informazione, suscitando reazioni politiche e pubbliche. Un’intervista ad Antonio Porto, segretario generale di OSA Polizia, ha spiegato i motivi legali e morali dell’azione.

Questa denuncia segna un momento di forte tensione tra forze dell’ordine, istituzioni europee e industria farmaceutica. Le accuse sono gravissime e di ampia portata, spaziano dal penale al morale e richiedono una risposta non solo giudiziaria, ma anche politica e sociale. Resta da vedere come proseguirà il corso legale e se si apriranno indagini effettive. In ogni caso, indipendentemente dall’esito, l’atto solleva domande cruciali su trasparenza, corruzione e responsabilità in sanità su scala globale.