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Napoli riscopre un tesoro nascosto: l’altare perduto di Pietro Nicolini

Antonio Russo

Napoli, 23 novembre 2025 — Negli archivi, la storia non dorme mai: attende solo di essere ascoltata. È quanto è accaduto all’Archivio Storico del Banco di Napoli, dove un giornale di cassa settecentesco, rimasto silenzioso per secoli, ha rivelato un pagamento dimenticato legato alla chiesa di Santa Maria del Parto, l’opera voluta da Jacopo Sannazaro come lascito spirituale alla città. Il documento, datato 11 maggio 1759, registra il versamento di 15 ducati al maestro marmoraio Pietro Nicolini per la realizzazione di un altare nella cappella dell’Epifania. La nota bancaria è breve, ma rivelatrice: «Ducati 15 pagati al capomastro marmoraio Pietro Nicolini, per causa di un altarino di marmo fatto nella chiesa di Santa Maria del Parto, nella cappella dell’Epifania, a nome e in parte di proprio denaro del Venerabile Monastero».

Un piccolo testo contabile che restituisce centralità a un artista poco conosciuto, ma attivo in cantieri di grande rilievo: Nicolini realizzò i marmi della cappella di San Erasmo a Santa Maria la Nova e lavorò accanto a Domenico Antonio Vaccaro nella raffinata balaustra del presbiterio di San Francesco Saverio. L’altare dell’Epifania diventa così uno dei rari tasselli certi della sua attività e amplia la conoscenza di un artigiano che ebbe un ruolo significativo nella Napoli del Settecento.

La scoperta è il frutto di una ricerca complessa tra le Pandette — i registri dei conti dei clienti dei banchi pubblici — e i libri maggiori, dove erano annotati tutti i movimenti di denaro. La ricostruzione del conto del priore Giovanni Angelo Cancelli, dei Servi di Maria, ha permesso di ritrovare il versamento e di collocarlo in un contesto più ampio. Il documento cita anche il notaio Benedetto Cauccio, autore dell’atto originale, le cui carte conservate presso l’Archivio di Stato di Napoli potrebbero offrire ulteriori informazioni sui lavoranti coinvolti.

La trascrizione completa della fonte sarà pubblicata nel gennaio 2026 nella Raccolta Notizie per la Storia, Arte, Architettura di Napoli e dintorni, a cura dell’architetto Aldo Pinto, e disponibile su FedOA, l’archivio digitale dell’Università Federico II.

Questa scoperta non arricchisce solo il catalogo delle opere di Nicolini: restituisce senso alla storia di Santa Maria del Parto e ricorda quanto gli archivi custodiscano frammenti preziosi della memoria collettiva. Ogni documento ritrovato è un tassello che si ricompone, un dettaglio che riemerge da un passato che ancora chiede di essere ascoltato.

Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore