Napoli, sicurezza e legalità – Il bilancio del Prefetto: numeri, territorio e responsabilità condivise
Dati in calo sui reati, più controlli e prevenzione: dal contrasto alla criminalità alla tutela sociale, la fotografia di un anno di lavoro sinergico nell’area metropolitana
30 Dicembre 2025
Esmeralda Mameli
Nel Salone delle Muse del Palazzo di Governo, l’incontro di fine anno con la stampa diventa occasione per restituire un quadro complesso e articolato dello stato della sicurezza nell’area metropolitana di Napoli. Un bilancio che il Prefetto Michele di Bari presenta non come un punto di arrivo, ma come il risultato di un lavoro quotidiano fondato sulla sinergia istituzionale, sulla presenza dello Stato e su una visione che lega l’ordine pubblico alla qualità della vita. Attorno al tavolo, i vertici delle istituzioni civili, giudiziarie e delle forze dell’ordine: il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, la presidente della Corte d’Appello Maria Rosaria Covelli, il procuratore generale Policastro, i comandanti provinciali di Guardia di Finanza, Carabinieri, Vigili del Fuoco, il Questore, insieme ai rappresentanti della sanità, del sociale, dell’associazionismo, delle comunità religiose e dell’informazione. Una presenza corale che, già di per sé, racconta un metodo.
I numeri dei primi undici mesi del 2025 segnano una diminuzione complessiva dei delitti di circa il 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Calano gli omicidi volontari, con una flessione di circa il 10%, così come i furti (-3%), le rapine (-6%) e le estorsioni (-12,4%). Dati che, secondo il Prefetto, non sono casuali, ma il frutto di una strategia fondata su controllo del territorio, prevenzione, repressione e tempestività dell’azione giudiziaria. Un sistema che oggi può contare su una rete di presidi fissi più ampia rispetto al passato e su un utilizzo sempre più efficace della videosorveglianza, strumento decisivo per l’individuazione rapida degli autori dei reati. In questo quadro si inserisce il ringraziamento ai procuratori dei diversi distretti, da Napoli a Torre Annunziata, da Nola a Napoli Nord, chiamati in causa come attori fondamentali nel garantire sicurezza e vivibilità.
L’attività del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica restituisce la dimensione dell’impegno: 121 riunioni nel corso dell’anno, affiancate da 77 incontri di coordinamento tra le forze di polizia e da tavoli dedicati alle emergenze ambientali della Terra dei Fuochi. Ordinanze, vigilanza sugli eventi sportivi, gestione di appuntamenti di rilievo internazionale, come la conferenza UNESCO ospitata a Castel Capuano o i festeggiamenti per lo scudetto del Napoli, diventati un modello di coordinamento indicato come esempio da replicare. Sul fronte della violenza di genere, oltre 1.600 vigilanza dinamiche attive testimoniano un’attenzione costante, rafforzata da progetti di sicurezza urbana che puntano alla protezione di scuole e spiagge attraverso sistemi di videosorveglianza.
Il contrasto alla criminalità organizzata resta uno degli assi portanti dell’azione prefettizia. Nel 2025 le misure di prevenzione antimafia salgono a 272, con un incremento del 15% rispetto all’anno precedente. Aumentano le interdittive, le procedure partecipative e le misure di prevenzione collaborativa. Particolare attenzione è rivolta ai cantieri delle grandi opere finanziate con fondi pubblici: dieci gli accessi effettuati in diversi comuni dell’area metropolitana e delle isole, con controlli che spesso fanno emergere irregolarità lungo l’intera filiera e portano a ulteriori provvedimenti interdittivi. Una linea chiara, come sottolinea il Prefetto, per tutelare le imprese che operano nella legalità e contrastare la concorrenza sleale di chi è contiguo ai clan.
Accanto alla repressione, cresce l’attenzione alla prevenzione, anche nei contesti più sensibili come le scuole, dove vengono impiegate unità cinofile e metal detector per contrastare la diffusione di sostanze stupefacenti e il possesso di armi. Sul fronte degli esplosivi, aumentano le ispezioni nei punti vendita e nelle fabbriche, così come i provvedimenti di sospensione delle licenze, a testimonianza di un controllo più serrato in un settore delicato, soprattutto in prossimità delle festività.
Il bilancio tocca anche il tema dell’antiusura e dell’antiracket, con un incremento significativo delle somme erogate a favore delle vittime. Oltre 500 mila euro destinati a chi ha subito usura e quasi 2,9 milioni per le vittime di estorsione, accompagnati da nuove istanze e da tavoli tecnici che coinvolgono scuole, università, istituti bancari, associazioni di categoria e diocesi. Un lavoro di rete che mira non solo a intervenire dopo, ma a prevenire fenomeni che incidono profondamente sul tessuto economico e sociale.
Il quadro amministrativo restituisce la complessità della gestione degli enti locali: dodici quelli sciolti per cause ordinarie, nove retti da commissari prefettizi e quattro sottoposti a gestione commissariale antimafia. Sul versante dell’immigrazione irregolare, aumentano i provvedimenti di espulsione e, in modo ancora più marcato, i rimpatri, segnale di un’attività più incisiva delle forze di polizia.
Rilevante anche il dato sul sistema sanzionatorio amministrativo, con un forte incremento delle sospensioni delle patenti di guida, in particolare per l’uso improprio di dispositivi digitali alla guida, norma introdotta dal nuovo Codice della Strada. Un segnale di attenzione alla sicurezza stradale, affiancato da provvedimenti legati al contrasto alle tossicodipendenze e alle nuove disposizioni del Decreto Terra dei Fuochi. Proprio la Terra dei Fuochi resta uno dei fronti più delicati.
I fondi assegnati a 33 comuni per rafforzare le polizie locali durante l’estate 2025 si affiancano ai risultati delle attività di controllo: centinaia di sequestri tra attività e veicoli, sanzioni per oltre cinque milioni di euro, denunce e arresti. Diminuiscono, seppur in modo tendenziale, gli incendi dolosi di rifiuti, mentre le nuove norme introducono strumenti più incisivi, come la sospensione delle patenti per reati ambientali.
La protezione civile rappresenta un altro pilastro dell’azione prefettizia. Dalle crisi bradisismiche agli eventi meteorologici estremi, dagli incendi ai grandi eventi sportivi, il Centro Coordinamento Soccorsi si riunisce 180 volte, mentre il Centro Operativo Viabilità pianifica e gestisce la mobilità in occasione di manifestazioni complesse. Piani di emergenza, esercitazioni per il rischio sismico e bonifiche di ordigni bellici completano un quadro di costante attenzione alla sicurezza collettiva.
Sul piano dello sviluppo, i numeri del PNRR parlano di oltre 8.500 interventi nell’area metropolitana, per un investimento complessivo superiore ai 4,7 miliardi di euro, monitorati attraverso una cabina di coordinamento che si riunisce regolarmente. Importanti anche gli stanziamenti per gli edifici di culto, con cantieri attivi e fondi destinati alla tutela del patrimonio storico e religioso.
La prevenzione sociale trova spazio attraverso finanziamenti mirati, tavoli di lavoro sulla dispersione scolastica, sui senza fissa dimora, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e protocolli d’intesa che rafforzano la collaborazione tra istituzioni su temi che vanno dalla sicurezza sui mezzi pubblici al contrasto delle infiltrazioni criminali negli appalti, fino alla gestione delle emergenze nei Campi Flegrei.
Nel confronto con i giornalisti, il Prefetto risponde con cautela ai paragoni tra città, sottolineando come ogni territorio abbia le proprie peculiarità, ma riconoscendo che a Napoli “si respira un’aria migliore” e che la rapidità nell’individuazione dei responsabili dei reati è aumentata. Sulla violenza minorile, il tema viene ricondotto a una dimensione nazionale, che richiede alleanze educative forti tra famiglie, scuole, associazioni e istituzioni. Sul femminicidio, l’accento è posto sull’importanza della denuncia immediata, anche al primo segnale di rischio e sull’azione coordinata della magistratura.
In vista delle festività di fine anno, l’attenzione si concentra sull’organizzazione delle zone rosse e sull’appello ai giovani affinché la notte di Capodanno resti una festa, non segnata da comportamenti pericolosi. Un messaggio condiviso dal sindaco Gaetano Manfredi, che rivendica la sinergia con le forze dell’ordine, ma richiama anche l’attenzione sulla crescente violenza giovanile, spesso priva di moventi criminali tradizionali. La videosorveglianza, con oltre 1.600 apparecchi installati, si conferma uno strumento decisivo, mentre la gestione di una città attraversata da oltre un milione di persone nella notte di San Silvestro richiede responsabilità collettiva.
Il bilancio tracciato al Palazzo di Governo restituisce l’immagine di una Napoli attraversata da contraddizioni, ma anche da un lavoro istituzionale intenso e continuo. Una città che resta complessa, ma che mostra segnali di miglioramento quando sicurezza, legalità e coesione sociale diventano parte di una stessa strategia. Non un racconto trionfalistico, ma la consapevolezza che i risultati arrivano quando lo Stato cammina insieme alla città.

