cronaca

Capodanno 2026 a Napoli: 57 feriti per i botti di Capodanno

Tra Napoli e provincia il bilancio dei festeggiamenti con botti di Capodanno è di 57 feriti, nessuno in pericolo di vita, mentre emergono risse e ferimenti collaterali.

1 Gennaio 2026

Redazione NNMAGAZINE

La notte che avrebbe dovuto inaugurare il 2026 nel segno della festa, della speranza e della rinascita si è trasformata, tra Napoli e la sua provincia, in una lunga sequenza di sirene, soccorsi e interventi d’emergenza. I botti di Capodanno hanno scandito le ore che hanno separato il vecchio anno dal nuovo, lasciando dietro di sé un bilancio di 57 feriti, superiore a quello dello scorso anno, come certificato dal bollettino ufficiale della Questura di Napoli. Un dato che, pur nella sua durezza numerica, non registra vittime in pericolo di vita e restituisce l’immagine di una macchina dei soccorsi e della sicurezza che ha retto l’impatto di una notte complessa.

Dei 57 feriti, 41 sono stati dimessi dopo le prime cure, mentre 16 sono rimasti in osservazione. Undici i minorenni coinvolti, segno di una tradizione che continua a colpire anche i più giovani. Numeri che diventano storie, volti, corpi segnati.

Emblematica quella del 24enne romano, medicato una prima volta all’ospedale Pellegrini dopo aver perso tre dita per l’esplosione di un petardo. Dimesso, è tornato in strada e, poche ore dopo, un nuovo fuoco pirotecnico gli è esploso davanti, ferendolo al volto e a un occhio e costringendolo a rientrare in pronto soccorso. Un episodio che racconta con forza l’aspetto più estremo e irrazionale di una notte dominata dall’euforia e dalla sottovalutazione del pericolo.

I botti di Capodanno non sono stati l’unico rumore a squarciare il silenzio notturno. Accanto alle esplosioni dei fuochi, Napoli e provincia hanno fatto i conti anche con episodi di violenza urbana. Nel quartiere Chiaia un giovane di origine marocchina è stato accoltellato durante un tentativo di rapina. A Somma Vesuviana due ragazzi, di 18 e 19 anni, sono rimasti feriti in distinti episodi con armi da taglio. A Giugliano, all’interno di un ristorante, una rissa tra gruppi rivali è degenerata fino all’uso di un’arma da fuoco, con un uomo ferito. Ad Acerra, in un distributore Q8, spari nella notte al culmine di una lite tra due persone. Episodi che delineano una notte ad alta tensione, in cui alla festa si è sovrapposta una violenza improvvisa e disordinata.

Sul fronte dei danni materiali, l’attività dei vigili del fuoco è stata incessante. A Casoria tre auto sono state completamente divorate dalle fiamme, mentre un negozio e un edificio hanno riportato danni significativi. Interventi che testimoniano l’intensità del lavoro svolto e la prontezza delle squadre chiamate a fronteggiare situazioni di rischio diffuse su tutto il territorio.

In questo scenario complesso, la lettura delle istituzioni si concentra sull’efficacia del dispositivo di sicurezza messo in campo. Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha definito il bilancio complessivamente positivo, sottolineando come i sequestri ingenti di materiale pirotecnico effettuati nei giorni precedenti abbiano contribuito a contenere conseguenze ben più gravi. Un ringraziamento sentito è stato rivolto a tutte le forze dell’ordine, ai vigili del fuoco, alla Guardia di Finanza, alla Polizia locale e al personale sanitario che ha garantito la piena operatività dei presidi ospedalieri durante tutta la notte. La Polizia locale ha dispiegato 300 unità, assicurando controllo e presenza capillare sul territorio, con il sostegno dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Manfredi.

Napoli, città accogliente e straordinaria, come è stata definita dalle autorità, emerge ancora una volta nella sua doppia anima: capace di affrontare una notte difficile senza cedere al caos, ma al tempo stesso segnata da una ritualità che continua a produrre feriti, paura e distruzione. Il Capodanno 2026 si apre così, tra luci che illuminano il cielo e ferite curate negli ospedali, tra l’orgoglio di un sistema di sicurezza che ha retto e la consapevolezza che i botti di Capodanno restano una ferita aperta nel cuore della città, destinata a ripresentarsi finché non verrà spezzato questo ciclo che ogni anno chiede il suo tributo.

Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore