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Legge di Bilancio 2026

8 Gennaio 2026

Dott. Mauro Pantano

La Legge n. 199/2025 (Legge di bilancio 2026) è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 30 dicembre 2025 ed è entrata in vigore il 1° gennaio 2026. Il provvedimento, che prevede un intervento di circa 22 miliardi di euro, include diverse misure che riguardano il mondo del lavoro.

In particolare, sul versante delle prestazioni sociali, viene introdotta una revisione della disciplina per il calcolo dell’ISEE. Nello specifico, viene innalzata da 52.500 a 91.500 euro la soglia del valore della prima casa esclusa dal calcolo ISEE (tetto innalzato fino a 120.000 euro per i nuclei residenti nelle città metropolitane).

Per l’anno in corso, rispetto al 2025, viene rafforzato il Bonus mamme, che passa da 40 a 60 euro mensili a favore delle lavoratrici con almeno due figli e reddito fino a 40.000 euro. Potenziati anche il congedo parentale e il congedo per malattia dei figli minori.

Per quel che riguarda le pensioni, viene sterilizzato l’aumento di tre mesi dell’età pensionabile, a partire dal 2027, per i lavoratori impegnati in attività usuranti e gravose. Per le restanti categorie di lavoratori l’aumento sarà di un solo mese nel 2027 e di due mesi nel 2028. Per il personale militare delle forze armate, inclusi carabinieri, guardia di finanza, polizia e vigili del fuoco è previsto dal 1° gennaio 2028 – oltre all’aumento che scatterà per tutti – l’incremento di un mese per il 2028, di un ulteriore mese per il 2029 e di un ulteriore mese a decorrere dal 2030 dei requisiti per il pensionamento.

È anche stabilito l’incremento di 20 euro al mese per le pensioni dei soggetti in condizioni disagiate. L’APE sociale è prorogata con riferimento ad alcune fattispecie.

Viene estesa la platea delle aziende che dovranno conferire il TFR al fondo INPS. Più nel dettaglio, anche i datori di lavoro che raggiungono i 50 dipendenti negli anni successivi a quello di inizio attività, ad esclusione, per gli anni 2026 e 2027, dei datori di lavoro per i quali la media annuale (del relativo anno precedente) sia inferiore a 60 lavoratori dipendenti, saranno obbligati a versare al fondo INPS le quote di TFR non destinate alla previdenza complementare. Dal 2032 l’obbligo sarà esteso alle aziende da 40 dipendenti (seguirà dettagliata circolare di approfondimento).

Infine, dal 1° luglio 2026, scatta l’adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti del settore privato, se non esprimono la propria scelta entro 60 giorni dall’assunzione. (seguirà dettagliata circolare di approfondimento).

Per quanto riguarda, invece, i buoni pasto elettronici per i dipendenti la soglia esentasse passa da 8 a 10 euro.

Su un piano più prettamente fiscale, sebbene collegato al lavoro, si evidenzia il regime fiscale agevolato sui rinnovi contrattuali (5% sugli aumenti a partire dal 2024 per redditi fino a 33.000 euro), premi di produttività, lavoro festivo, notturno e trattamento accessorio.

Infine, è confermato l’innalzamento a 35.000 euro della soglia di redditi da lavoro dipendente o da pensione che permette di beneficiare della cosiddetta flat tax al 15% sui redditi autonomi.

 

Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore