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L’OBBLIGO DI TRASFERIMENTO DEL TFR: NOVITÀ E CAMBIAMENTI

Nuove soglie dimensionali, tempi di adeguamento ridotti e impatti sulla liquidità aziendale: la Legge di Bilancio 2026 riscrive le regole per le imprese private.

8 Gennaio 2026

Dott. Mauro Pantano

A decorrere dal 1° gennaio 2026, i datori di lavoro privati che hanno raggiunto o raggiungeranno la soglia media di 60 dipendenti sono tenuti a versare all’Inps il TFR dei dipendenti che non lo hanno destinato alla previdenza complementare[1].

Questa disposizione, introdotta dall’articolo 1, comma 203, della Legge 199/2025, modifica in modo sostanziale la precedente normativa che era rimasta cristallizzata dal 31 dicembre 2006.

Una Modifica Logica ma Impattante

La precedente regola prevedeva che l’obbligo di trasferimento del TFR fosse limitato ai datori di lavoro che avessero una media di almeno 50 addetti già al 31 dicembre 2006 oppure, per quelli costituiti successivamente, al termine dell’anno di costituzione. Questa disciplina creava una distorsione significativa: le aziende che nel corso degli anni 2007-2025 avevano ampliato organicamente l’organico oltre i 50 dipendenti rimanevano ancora esonerate dall’obbligo di versamento[1].

Con le nuove disposizioni, tale anomalia viene corretta, ma va sottolineato che il legislatore ha scelto temporalmente di estendere i benefici (elevando la soglia) anziché di applicare immediatamente il rigore, probabilmente per fornire alle imprese tempi per adeguarsi.

LE SOGLIE DIMENSIONALI: UN SISTEMA GRADUATO

La Legge di Bilancio 2026 introduce un sistema articolato di soglie dimensionali che si modificheranno negli anni:

Periodo 2026-2027: Soglia a 60 Dipendenti

Nel biennio 2026-2027, l’obbligo si applica alle aziende con almeno 60 dipendenti medi. Questa soglia più elevata rispetto a quella ordinaria rappresenta una scelta di favore verso le piccole-medie imprese, concedendo loro maggior respiro finanziario[1].

Periodo 2028-2031: Ritorno alla Soglia di 50 Dipendenti

Sebbene non espressamente specificato dalla legge, nel periodo intermedio dal 2028 al 2031 si applicherà il limite ordinario di 50 dipendenti[1].

Dal 2032 in Poi: Soglia Ridotta a 40 Dipendenti

A partire dal 2032, la soglia si ridurrà definitivamente a 40 dipendenti, estendendo ulteriormente l’obbligo di versamento al Fondo di Tesoreria Inps[1].

Come si Calcola la Media dei Dipendenti

La verifica del raggiungimento della soglia dimensionale deve essere effettuata sulla base della media annuale dei lavoratori in forza nell’anno solare precedente a quello del periodo di paga considerato, da cui decorre effettivamente l’obbligo contributivo[1].

MODALITÀ OPERATIVE: QUANDO SORGE L’OBBLIGO

Aziende Già Costituite che Hanno Raggiunto la Soglia

Le aziende che hanno raggiunto la soglia dimensionale nel 2025 o in anni precedenti devono iniziare a trasferire il TFR all’Inps a partire dal periodo di paga di gennaio 2026, cessando di accantonarlo in azienda[1].

Aziende che Raggiungeranno la Soglia dal 2026 in Poi

Le aziende che raggiungeranno la soglia nel 2026 o negli anni successivi dovranno iniziare a versare il TFR a partire dall’anno successivo a quello in cui è stata superata la soglia (sempre calcolata sulla media dell’anno precedente)[1].

Aziende Costituite dal 2026 in Poi

La medesima regola si applica alle imprese nate dal 2026 in avanti: inizieranno a versare il TFR a decorrere dall’anno successivo a quello di costituzione o al superamento della specifica soglia dimensionale applicabile[1].

ADEMPIMENTI E MODALITÀ DI VERSAMENTO

Normativa di Riferimento

Le modalità di versamento del TFR al Fondo di Tesoreria Inps rimangono disciplinate dal decreto ministeriale del 30 gennaio 2007 e dalle istruzioni operative fornite dall’Inps con circolare 70/2007 e successive[1].

Tuttavia, è ragionevole attendere specifiche indicazioni dall’Istituto di Previdenza al fine di rendere operativo il rinnovato obbligo anche in considerazione della modifica legislativa.

Versamenti ai Fondi di Previdenza Complementare

La norma continua a esentare dall’obbligo di versamento presso il Fondo di Tesoreria il TFR dei dipendenti che lo hanno espressamente destinato a fondi di previdenza complementare.

CONSIDERAZIONI E IMPLICAZIONI

Una Modifica Logica ed Equa…

La modifica apportata dalla Legge di Bilancio 2026 risulta sicuramente logica ed equa dal punto di vista della parità di trattamento tra le aziende. Il previgente sistema produceva infatti l’effetto distorsivo di escludere dall’obbligo dello smobilizzo del TFR tutte le imprese che, già costituite al 31 dicembre 2006, dal 2007 in poi avevano organicamente superato la soglia dei 50 dipendenti medi.

La correzione di questa anomalia è pertanto benvenuta[1].

…Ma con Tempistiche Critiche

Quello che desta perplessità è la brevità dei tempi concessi per l’adeguamento. Pochi giorni prima della fine del 2025, numerose imprese italiane hanno scoperto che dal 1° gennaio 2026 perdono un’importante fonte di autofinanziamento, quale è stato da sempre il TFR accantonato annualmente in azienda[1].

Per molte aziende, specialmente le PMI che hanno cresciuto organicamente l’organico negli ultimi anni, questo comporta:

• Una riduzione della disponibilità di liquidità aziendale

• La necessità di ricorrere a linee di credito alternative per il fabbisogno finanziario

• Una pianificazione finanziaria da rivedere a breve termine

• Possibili impatti sulla gestione del cash flow nel primo trimestre 2026

Lo Studio Gaeta rimane a vostra completa disposizione per:

• Verificare la situazione specifica della vostra azienda in relazione alle nuove soglie

• Quantificare l’impatto del nuovo obbligo sui vostri flussi di tesoreria

• Assistere nell’adempimento delle nuove disposizioni

• Fornire aggiornamenti non appena l’Inps pubblicherà le istruzioni operative

• Valutare eventuali effetti su pianificazione fiscale e gestionale

Rimaniamo a vostra completa disposizione per ogni chiarimento o approfondimento.