Presentazione del libro “Cyberbullismo” di Paolo Siani
Parlare di cyberbullismo non è mai semplice. Non perché manchino i dati o le parole, ma perché dietro questo tema ci sono storie vere, spesso taciute, che fanno fatica a venire fuori. Ragazzi che si chiudono, genitori che non capiscono subito cosa sta succedendo, adulti che arrivano tardi. È da qui che bisogna partire, senza giri troppo larghi
Antonio Russo
Napoli, 21 gennaio 2026 —Giovedì 22 gennaio, alle 17.30, all’Ex Chiesa della Maddalena di Giugliano in Campania, Paolo Siani presenterà il suo libro Cyberbullismo, pubblicato da Giannini Editore nella collana “Sorsi”.
L’incontro è promosso dall’associazione Sipes ed è pensato come un momento di confronto vero, aperto, senza formule rigide.
Nel libro, Siani racconta un fenomeno che negli anni è cambiato, e non poco. Il bullismo di oggi non finisce quando suona la campanella o quando si torna a casa. Continua online, segue i ragazzi ovunque, giorno e notte. Le parole restano, le immagini girano, e quello che sembra “solo uno scherzo” può diventare un peso enorme da portare.
C’è poi il tema della tecnologia, che entra sempre prima nella vita dei bambini. Smartphone, social, strumenti digitali usati spesso senza una guida, quasi per abitudine. Il rischio è quello di affidarsi troppo agli schermi e troppo poco alle relazioni. Perché crescere, alla fine, ha ancora bisogno di tempo, di presenza, di qualcuno che ascolti davvero.
Durante l’incontro, Paolo Siani dialogherà con la psicologa Isabella Continisio. A moderare saranno l’avvocata Miriam Marino e la dirigente scolastica Sabrina Zinno. Voci diverse, esperienze diverse, messe insieme per provare a capire meglio, senza puntare il dito ma senza neanche fare finta di niente. Siani è pediatra e primario all’ospedale Santobono di Napoli. Da anni lavora a contatto con bambini e famiglie e conosce bene le fragilità dell’età della crescita. Il suo libro non dà soluzioni facili, non promette scorciatoie. Piuttosto, invita a fermarsi, a porsi qualche domanda in più, a prendersi una responsabilità come adulti. Quella di Giugliano non sarà solo una presentazione di un libro. Sarà un’occasione per ascoltare, confrontarsi e, magari, uscire con qualche certezza in meno e qualche consapevolezza in più. Ed è già un buon punto di partenza.
